Sudare e-ink

Qualche mese fa ho comprato un Kindle, ed è stato bellissimo.

È stato bellissimo già dalla confezione: niente tinte da trip allucinogeno fuori, niente architetture di polistirolo dentro. La scatola era di cartone. Cartone purissimo. All’interno c’erano, oltre al lettore vero e proprio, un cavo USB e un pieghevole di cartoncino. Ho controllato bene, non c’era traccia del bravo manuale d’istruzioni in tre tomi indivisibili che accompagna molti prodotti tecnologici. Sospettoso, ho preso in mano il lettore e ho cercato di accenderlo. Tutto inutile, era già acceso. Le istruzioni che sono comparse sullo schermo erano semplici semplici, a portata di luddista; le ho seguite e mi sono ritrovato catapultato nel favoloso mondo dell’e-reading. Quando ho messo il lettore in pausa per la seconda o terza volta, è comparso come schermata il logo del Kindle, un tale che legge seduto sotto un albero; nel vederlo gli occhi mi si sono inumiditi, e ho maledetto quest’epoca senza valori che cementifica e cementifica e ci toglie gli alberi a cui appoggiare la schiena quando leggiamo eccetera. Finita l’invettiva mi sono detto: “E fin qui, tutto bene. Ma per spegnerlo davvero come faccio?”. Dopo qualche minuto di ansia ho capito che il Kindle non si spegne. O meglio, si spegne solo se lo si lascia scaricare del tutto, se gli si toglie la batteria o se lo si lancia dal decimo piano. Questo perché usa la tecnologia e-ink1, che gli garantisce un’autonomia lunghissima.

Ma la validità dell’e-ink non sta solo nella bassa quantità di energia che richiede.

Leggere e-ink

L’esperienza della lettura con tecnologia e-ink ha superato le aspettative che mi ero fatto. Credevo che mi sarei trovato di fronte a qualcosa di comodo ma sostanzialmente diverso da un libro cartaceo, e che avrei dovuto leggere due o tre e-book prima di farci l’abitudine. Invece bastano poche pagine elettroniche per non avvertire più alcuna differenza: dopo appena dieci minuti di lettura ero così calato in quello che stavo leggendo che ho cercato l’angolo della pagina per girarla, come se il Kindle fosse un libro “classico”. Sotto almeno un aspetto, il supporto elettronico è innegabilmente migliore della carta: il peso. Un Kindle come il mio pesa 247 grammi, e dentro ci stanno 4 GB di libri (le dimensioni di un e-book si aggirano attorno a 1,5 MB); calcolate quanti romanzi può contenere, e soprattutto calcolate qual è la differenza di peso con l’equivalente di quei romanzi in formato cartaceo. In più, se come me siete dei lettori compulsivi che quando sono immersi in un romanzo non se ne possono staccare, il Kindle è quello che fa per voi: mai più mignoli distorti nel tentativo di tenere aperto un volume di seicento pagine con una sola mano, mai più libri che si richiudono sul tavolo da pranzo mentre leggete tagliando la bistecca.

In questi tempi di magra è giusto riportare anche un altro dato interessante: il Kindle costa poco. Io l’ho pagato 147 euro, tasse incluse; mi sembra un prezzo abbordabile, vista la marea di libri che ci potrete leggere.

Leggere e-ink non stanca gli occhi più di una normale pagina stampata, perché non si ha di fronte un monitor retroilluminato. Questo significa che bisogna leggere in un ambiente dotato di buona illuminazione, cosa che è buona norma anche con un libro di carta. Se vi piace leggere all’aperto, il Kindle è l’ideale. Ed ecco che ritorna l’immagine dell’omino seduto sotto l’albero, e con lei la mia commozione. Provate invece a leggere un iPad, o un qualsiasi dispositivo con monitor retroilluminato, in una bella giornata di sole. Niente siparietto bucolico, niente alberi, niente lettura. Solo una schermata buia e indecifrabile.

Il paper fetish e le psicosi millenariste

Un sacco di gente schifa gli e-book senza averne mai letto uno. La motivazione più ricorrente è che “un e-book non può sostituire l’oggetto-libro”. Molti altri amano “il profumo della carta, la sensazione delle pagine sotto le dita”, e una tecnologia più giovane di qualche secolo proprio non scatena in loro le stesse palpitazioni. Viene quasi il dubbio che leggano non tanto per leggere, quanto per avere una scusa per toccare il bramato oggetto. Se si limitassero a strofinarsi addosso un libro aperto, in effetti, la gente comincerebbe a pensar male.

Ma come ho già fatto presente, dopo qualche minuto in compagnia di un Kindle e di un e-book la natura del supporto si fa irrilevante. Non ho conosciuto nessuno che si sia detto scontento dell’esperienza di lettura con tecnologia e-ink, o che l’abbia trovata in qualche modo inferiore al cartaceo. Stando a quanto ho potuto osservare finora, chi denigra è sempre chi non ha provato.

Non sto dicendo che dovremmo smettere di leggere e stampare su carta. C’è però chi teme di vedere dall’oggi al domani roghi di libri per le strade e folle adoranti inginocchiate attorno a totem di lettori e-book. Per ora mi limito a constatare che il futuro dei libri (in ogni loro forma) è un argomento complicato, che eventualmente affronterò in un altro post e sul quale comunque sono state espresse opinioni molto più autorevoli e documentate della mia.

I fanatici della carta dovrebbero comunque farsi una domanda: non sarebbe meglio limitare il numero di volumi che vanno al macero senza nemmeno passare per le librerie? Se una parte più consistente delle pubblicazioni fosse in formato digitale, questo problema sarebbe in gran parte risolto.

Con gli e-book basta svuotare il cestino!

Sudare e-ink

Questo post non è solo frutto del mio entusiasmo nei confronti dei libri digitali, ma è anche un invito alla riflessione per tutti coloro che vogliono scrivere. Siamo di fronte a dei cambiamenti di portata notevole, che modificheranno non solo l’editoria2, ma anche l’approccio del lettore nei confronti del romanzo. Di conseguenza, se come il sottoscritto mirate alla fama imperitura e alla ricchezza smisurata3, è meglio mettere da parte la pergamena e guardarsi attorno. Vista la piega che sta prendendo l’editoria, è il caso di avere un occhio di riguardo non solo per quello che scriviamo, ma anche per il miglior modo di proporsi ad un ampio numero di lettori. Alcuni eclatanti casi di self-publishing andato a buon fine parlano chiaro.

Insomma, perché pubblicare un post del genere così presto? Volevo chiarire già da questa fase neonatale del blog che l’inchiostro del titolo ha un valore ampio, che comprende a buon diritto anche l’e-ink, la grafite delle matite, il solco nelle tavolette di cera e il sangue di quando proprio non si trova una penna nel raggio di un chilometro. Bisogna però essere realistici: suderemo sempre meno inchiostro liquido, e sempre più microcapsule caricate elettricamente. La penna d’oca e il calamaio però non buttateli, arredano che è una meraviglia.

  1. Il funzionamento della tecnologia e-ink è spiegato in modo breve e comprensibile su Wikipedia (la versione inglese è più approfondita). []
  2. Il Duca è un’autorità in questo campo, consiglio di consultare i suoi articoli in merito. []
  3. Se davvero mirate alla ricchezza smisurata, scegliendo la carriera di romanziere potreste aver commesso un grossolano errore di valutazione. []
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13 risposte a Sudare e-ink

  1. marina scrive:

    Ciao! bello bello bello il tuo articolo. se anche non fosse d’accordo sarebbe bello. come insegnante d’inglese (non a scuola, ma in azienda, tutti adulti) ho sperimentato reazioni interessanti chiedendo prima “cosa/come/quanto leggete?” e poi tirando fuori dalla tasca il mio e-reader (un cybook vecchio modello xche lo volevo SEMPLICE). purtroppo in tanti hanno difeso il libro oggetto-carta-fruscio-da-guardare-in-biblioteca; l’attività in classe è stata elencare i pro e contro e per fortuna alcuni, stupiti, hanno cambiato idea, ad altri non serviva: lo volevano già da quando l’hanno avuto in mano! ma la reazione di ognuno è stata molto personale e molto legata alla loro reazione in generale davanti a qualsiasi tipo di “cambiamento” o novità.
    a me personalmente piace sia perchè amo leggere libri classici vecchi ma sono allergica alla polvere 😛

    • Mattia scrive:

      Intanto grazie e congratulazioni, il tuo è il primo commento del blog.
      Ho portato il Kindle al corso di scrittura che tengo, e ho riscontrato quasi solo pareri positivi tra i ragazzi (che però sono tutti giovani, non sono un campione veritiero). A quanto ho visto, spesso basta poco a suscitare l’entusiasmo verso questa realtà nuova, proprio perché chi è diffidente in genere non conosce quello di cui diffida. Ogni innovazione troverà un manipolo di irriducibili ostili, basta pensare a come alcuni scrittori si rifiutino ancora oggi di usare uno strumento comodo e potente come il computer.
      Con te condivido sia l’allergia, che mi tiene lontano dai tomi resi tanto affascinanti da muffa e polvere, sia la ricerca di semplicità nelle funzioni del lettore e-book (che dev’essere appunto un lettore, non un palmare/cellulare/teiera/piscina gonfiabile).
      Continuiamo quindi a fare proseliti sulla via dell’e-book! Tanto più che molti classici sono gratuiti grazie al decadimento del diritto d’autore.

  2. Marco scrive:

    Io ho preso il Kindle nel settembre 2010 e ho avuto quasi le stesse tue sensazioni e impressioni. Devo dire che non me l’aspettavo, essendo un cartaceo accanito, ma, come dici tu, questa tecnologia e-ink è davvero sorprendente e la comodità e la praticità dell’e-reader sono incomparabili, non solo per i libri, ma anche per i documenti che io scarico dalla rete e poi mando al mio Kindle con Instapaper e altri mezzi.
    A chi storce il naso di fronte al libro elettronico, dico sempre che si tratta di un’esperienza, e come tale deve essere sperimentata, perché raccontarla o descriverla serve fino a un certo punto.

    Comunque complimenti per il blog, vi inserirò subito nel mio blogroll!

    • Mattia scrive:

      vi inserirò subito nel mio blogroll!

      Possiamo tranquillamente darci del tu.
      Grazie mille per i complimenti, per il commento e per il link!

  3. Marco scrive:

    Ma certo, ti ho dato del tu anch’io infatti, solo che chissà, ero convinto che fosse un blog collettivo. Non mi chiedere perché, son quelle cose illogiche che ti vengono in mente… 😉

  4. airvege scrive:

    complimenti per l’articolo…
    essendo in procinto di acquistare il mio primo e-reader sono molto attento ai racconti di “esperienze personali”….
    anch’io sono un fanatico del libro da sfogliare e da guardare nella libreria di casa…ma viaggiando molto e non riuscendo a stare per più di una giornata senza un libro vorrei smettere di riempire mezza valigia con un paio di romanzi extra-per-sicurezza 🙂

    leggendo alcune recenti ricerche di mercato, mi sento perfettamente in linea con il popolo di quelli che ancora devono fare il primo passo in questo fantastico mondo…in particolare sono frenato, oltre che dalla suddetta “ansia da foglio di carta”, anche dai costi non proprio convenienti dei volumi digitali (e degli e-reader) e dalla molteplicità dei formati attualmente esistenti…
    come superare questo “blocco”?

    • Mattia scrive:

      Io ho optato per il Kindle anche in virtù del suo costo contenuto rispetto alla media degli altri e-reader. Bisogna poi tener conto della relativa novità di questo tipo di prodotto; tra un anno, o forse già tra qualche mese, è molto probabile che i prezzi scendano.
      Come scrivevo nella replica al commento di Marina, esistono molti e-book disponibili gratuitamente grazie al decadimento del diritto d’autore (i classici, per intenderci). Con l’arrivo di Amazon in Italia, poi, è prevedibile un abbassamento dei prezzi degli e-book, che molti editori “tradizionali” tengono ridicolmenti alti. Senza contare che alcuni autori, Wu Ming in testa, rendono disponibili gratuitamente i loro libri. E tutto questo restando nell’ambito della legalità. L’abbassamento dei prezzi degli e-book è prevedibile anche (e soprattutto) per un’altra ragione: sembra ormai chiaro che gli e-book che garantiscono all’editore un guadagno superiore sono quelli venduti ad un prezzo più basso. Se un e-book costa troppo, infatti, viene piratato e nessuno lo compra più. A quei capoccioni degli editori italiani ci vorrà un po’ per capirlo, ma lo capiranno.
      La varietà di formati poi non è un dramma, basta avere un programma come Calibre (scaricabile gratuitamente) per poter convertire un e-book nel formato desiderato.

  5. abo scrive:

    Anche io sono un recente acquirente di Kindle, e condivido l’entusiasmo: ottima esperienza di lettura.
    Riguardo allo spegnimento (anche se forse è inutile visto che in stand-by praticamente non consuma) mi permetto di darti una dritta: se tieni il pulsantino di accensione verso destra per 4-5 secondi, finché la lucetta verde non lampeggia, quando lo rilasci il Kindle si spegne del tutto; schermo bianco e niente tizio che legge sotto un albero, o Steinbeck, o altro.

  6. Mattia scrive:

    Grazie del consiglio, mi hai risparmiato una ricerca nel web qualora dovessi davvero spegnerlo.
    Steinbeck almeno è un bell’uomo. Ma la Beecher Stowe non si può proprio vedere, mi sa che la toglierò dai salvaschermi.

  7. Chiara scrive:

    E quindi riesci senza problemi a convertire file .epub (ad es.) in .mobi e a leggerli sul Kindle? Te lo chiedo perché i problemi legati ai formati (assieme al fatto che non sono convinta che molti dei titoli che voglio leggere siano disponibili come ebook) sono ciò che finora mi sta trattenendo dall’acquisto.

    • Mattia scrive:

      Calibre, il freeware che ho segnalato, converte i file .epub in .mobi in un attimo, e la conversione è buona. Converte in .mobi e viceversa anche .doc, .docx, .rtf, e credo .txt e .odt; per i .pdf è più complicato, dipende da che .pdf è. Cercando nel web qualche altro parere (magari più autorevole) credo troverai ulteriori conferme.

  8. netalex scrive:

    d’accordo che calibre è ottimo, aggiornato ogni settimana e sempre “piu miggliore”… ma a sto punto preferisco avere un lettore che usi come standard principale quello “ufficiale” e pubblico piuttosto che i mobi superprotetti o quello proprietario amazon ancopra peggio… ho un sony, modello appena uscito di produzione, nessun vincolo particolare, solo l’hw e neinte vincoli burocratici. stesso prezzo, forse q.sa meno, mediaworld.

    • Mattia scrive:

      Mi sembra che all’epoca (poco più di un anno fa) il Kindle fosse conveniente sia in termini di prezzo che di prestazioni, grandezza dello schermo e qualità dell’e-ink. Oggi un Kindle 4 costa 99€, e il rapporto qualità/prezzo mi sembra sempre piuttosto buono in relazione alla concorrenza, ma devo dire anche che ora non sono aggiornatissimo sulla situazione del mercato di lettori e-book.
      Detto questo, non c’è dubbio che in teoria sia preferibile un lettore che non legga solo formati proprietari. Non tanto per la rottura – molto relativa – della conversione, quanto per favorire la diffusione dei formati liberi (e facilitare i diversamente informatizzati).
      La prossima volta che andrò da Mediaworld darò un’occhiata alla sezione lettori, giusto per vedere quanto costa un sei pollici.

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