Come diventare Signore del Male

Ora che la seconda e ultima laurea è alle porte, La Domanda mi piove addosso da ogni parte. Una volta non mi dava così fastidio, ma di recente ha cambiato forma. Prima era del tipo: «E poi? Che cosa ti piacerebbe fare?». Adesso è sparito qualsiasi accenno al piacere, e quel posto è stato occupato dal disincanto: «E dopo? Che prospettive hai?».

Quando mi fanno La Domanda, valuto attentamente la reazione che mi conviene avere. Quella violenta non è più consigliabile, da quando ho ricevuto l’ammonimento del questore. Di quella depressa ormai sono stanco, e anche i miei cari hanno smesso di consolarmi. La terza opzione è già più papabile: rispondere che sarò un celebre romanziere e guadagnarmi così lo scherno e la commiserazione degli astanti. Ultimamente però scelgo la reazione di tipo quattro, un pistolotto di mezz’ora che intontisce l’impiccione e lo fa pentire di aver aperto bocca.

Ma per quanto spiacevole, La Domanda costringe l’aspirante romanziere a figurarsi delle valide alternative (o, come le chiamiamo noi scrittori, soluzioni temporanee in attesa della fama mondiale).

Prospettive occupazionali

Il giorno in cui le implicazioni della Domanda mi hanno spinto a riflettere sul mio futuro, ho proceduto con ordine. Prima di tutto ho pensato alle caratteristiche della professione di Famoso Romanziere alle quali proprio non avrei potuto rinunciare (soldi, fama, orari flessibili), poi ho stilato una lista delle professioni che incontravano almeno in parte quei requisiti. Ho cominciato a passare in rassegna le opzioni per capire quale sarebbe stato il mio mestiere alternativo, e dopo qualche minuto di riflessione ho ristretto il campo di possibilità a due. Ho scartato il politico, perché lavora fianco a fianco con persone di dubbia moralità, e sulla lista è rimasta solo la voce Signore del Male.

Un politico.

Googlefania

Mi sono messo a cercare corsi di formazione all’università, ma ho scoperto che li hanno chiusi tutti dopo l’ultimo incidente con il Raggio Distruttore. L’unica cosa da fare era procurarsi una guida, un manuale. Ho setacciato invano tutte le librerie della città, collezionando sguardi di scherno e commiserazione (neanche avessi detto che volevo fare il romanziere!). Tornato a casa, mi sono seduto alla scrivania e ho appoggiato la testa sulla tastiera del computer, affranto. Ma prima che potessi convincermi che la politica restava l’unica strada da percorrere, la stanza è stata pervasa da luci multicolori e da un profumo di incenso e chip bruciati. Un coro di voci bianche è partito in sottofondo; mi sono alzato per capire se Radio Maria fosse riuscita ad avere la meglio sul mio stereo, ma il suono sembrava provenire da ogni parte. E poi è apparso, la beatitudine nello sguardo, in mano un frustino fatto di cavi firewire. Mi sono inginocchiato al cospetto di san Google.

«Forse cercavi: evil overlord list.» sentenzia.

Prima che potessi mormorare una preghiera di ringraziamento, la stanza era tornata alla normalità. Ancora scosso per l’esperienza oltremondana, sono tornato a sedermi di fronte al computer e ho premuto Invio.

Ed è così che sono venuto a conoscenza dell’Evil Overlord List.

La lista

La Evil Overlord List è un elenco di tutti gli accorgimenti che gli aspiranti Signori del Male dovrebbero ricordare mentre mettono in atto i propri piani. La versione a cui mi sono affidato è quella di Peter Anspach (Copyright 1996-1997), ma in realtà compilatori sono stati parecchi, e comunque le varie liste si sono influenzate l’una con l’altra durante la lunga presenza in rete.

In 100 punti sono radunati i più vistosi cliché della storia dei cattivi, quei comportamenti a cui ormai ci siamo abituati dopo anni di lotte tra Bene&Male™ e che facciamo fatica a guardare con occhio obiettivo. Da James Bond al Signore degli Anelli, passando per Star Wars, nella lista riusciamo a riconoscere tutti i buoni, vecchi Cattivi della narrativa popolare più o meno recente.

La Evil Overlord List, al di là dell’indiscutibile valore comico, ci fa riflettere sullo stereotipo del cattivo, puntando il dito contro le incoerenze e le azioni non credibili che i cattivi della narrativa in ogni sua forma ripetono da decenni. Non è un caso se ho scritto non credibili: in una buona opera di narrativa la credibilità è una condizione irrinunciabile; di fronte a personaggi o ad ambientazioni non credibili la nostra storia diventa una parodia di se stessa.

Il rischio per il narratore che si trova a lavorare su un antagonista è quello di cadere nel tranello teso dall’abitudine, servendosi di azioni e battute “da cattivo” senza nemmeno pensare a quanto siano scontate (e ormai ridicole). Se anche il lettore medio cade nella trappola del cliché va tutto bene, ma appena qualcuno di appena più esigente si troverà faccia a faccia con un antagonista del genere il vostro libro sarà carta per accendere il fuoco.

La Evil Overlord List è quindi un utile vademecum per tutti noi autori: ci ricorda di tenere gli occhi aperti quando siamo alle prese con i Cattivoni, e forse ci suggerisce di non usare affatto i Cattivoni. Ormai il personaggio che compie il Male per il Male è un po’ imbolsito, fiaccato da secoli di sconfitte.

Il Lato Oscuro causa gravi casi di asma

La traduzione

Quando ho finito di leggere la lista, ho cercato in rete per vedere se qualcuno l’avesse già tradotta. Ho trovato alcune versioni italiane, ma nessuna mi ha lasciato soddisfatto. La prima che ho esaminato è di Antonino Monti, fatta per conto di tale Apnea Edizioni, e in alcuni dei cento punti il significato del testo originale è travisato, quando non addirittura mancato alla grande.

Già nei primi quattro punti ci sono evidenti errori di comprensione del testo, e non solo.

Vedi alcune inesattezze. ↓

La seconda e la terza traduzione mi sono sembrate migliori, ma dopo aver trovato alcune differenze rispetto all’originale ho smesso di confrontarle punto per punto e mi sono messo a lavorare per stendere una versione italiana dell’Evil Overlord List che fosse il più simile possibile all’originale. Nel tradurre ho privilegiato innanzitutto il contenuto, e immediatamente dopo la carica comica dei vari punti. Quando possibile, anche a scapito dell’eleganza formale, ho cercato di mantenere la struttura sintattica dell’originale.

Ecco la lista, fatene buon uso! ↓

 

Dopo la stesura di questi primi 100 punti sono state fatte delle aggiunte (nella pagina di Anspach sono denominate Cellblock A e Cellblock B, e alcuni punti di una si ritrovano anche nell’altra). Non sono sempre significative quanto la lista originale, ma anche lì si trovano degli spunti divertenti, per cui magari mi metterò a tradurle più avanti.

Nel frattempo buon lavoro, e fate in modo che il vostro cattivo sia un buon cattivo.

 


 

Scarica la Evil Overlord List in formato PDF

 

 

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8 risposte a Come diventare Signore del Male

  1. la Clarina scrive:

    Sono arrivata qui via Twitter e corso avanzato, e invece di badare alla mia posta come una brava ragazza, ho scoperto Anspach. Morale: non ho combinato molto, stamattina, ma ho cachinnato senza ritegno e scoperto a possible new career path…

    • Mattia scrive:

      Non è tempo perduto, ma investito nel proprio futuro. In quest’epoca di precarietà diffusa è sempre consigliabile tenersi aperta la porta della malvagità.

  2. Falkner scrive:

    l’unica cosa che posso dire è
    http://www.mwahahahahahaha.com/
    me la ripasserò giorno e notte

  3. Giorgio scrive:

    Sempre comodo avere varie e diverse versioni da confrontare! :-p

    ps: giusto per fartelo sapere io sono già il signore del male… :-p

  4. Cristina scrive:

    Allora stesso tempo un’ottimo consiglio per una futura carriera (da neolaureati devo pensarci e devo dire che quella di Evil Overlord mi sembra una professione anche migliore di quella di Scrittrice Famosa) e per migliorare gli Evil Overlord di inchiostro!
    Cosa si può chiedere di meglio?

    • Mattia scrive:

      Considerato che l’editoria è in crisi ormai da sempre e il Male in crisi non lo è mai, direi che un Evil Overlord scrittore ha probabilità di successo medie. 🙂

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