I tre metodi infallibili per essere pubblicati

Avete capito benissimo. Non c’è trucco, non c’è inganno. In questo post vi svelerò gli unici tre metodi grazie ai quali ogni esordiente è certo di vedere il proprio romanzo pubblicato gratuitamente, anche da un grande editore.

Quando un esordiente manda il proprio romanzo alle case editrici, generalmente riceve due tipi di risposta:

  • nessuna risposta;
  • un rifiuto standard prestampato (casi nei quali a casa dell’esordiente si stappa il vino buono).

Il problema è che l’esordiente medio è una persona qualsiasi, e si piazza in fondo alla lunga coda di coloro che aspirano ad essere letti e pubblicati. Prima di lui si accalcano parenti e amici dell’editore, assieme a chi è stato consigliato da un’agenzia letteraria1.

Coda

"Come sarebbe a dire 'Bisogna prendere il numero'?"

Cari colleghi, è il momento di farla finita: basta con le pile di manoscritti da inviare, basta con i mutui per pagare i francobolli, basta con le snervanti attese semestrali. Per bypassare l’indifferenza editoriale vi serve una strategia infallibile, ed è quello che vi sto per offrire. Potete metterne in atto più di una allo stesso tempo, ma anche da sole funzioneranno benissimo.

Ho annotato ciascuna delle tre strategie con il suo nome in codice: in questo modo ne potrete parlare in pubblico senza divulgare troppo il segreto, e allo stesso tempo avrete la certezza di essere compresi da chi lavora nel settore.

 

  • Strategia n°1 – La “TVTB”
    Questa tattica consiste nello stringere un rapporto di amicizia con un editore o un editor2. Grazie al sistema di favori e raccomandazioni vigente in Italia, il malcapitato non vi potrà negare il favore della lettura prima, e della pubblicazione poi. Per ingraziarvelo vi dovrebbe bastare qualche complimento alla linea – editoriale e non – e una serata in pizzeria3. Capita però che si debba ricorrere a misure più avanzate: nel caso in cui l’editore dovesse mostrarsi restio a pubblicarvi solo perché siete suoi amici, procedete con delle avances. Se l’editore è così coriaceo da rifiutare anche questo tipo di approccio, allora non vi resterà che imparentarvi con lui. L’ideale è sposarlo di persona, ma in caso siate dello stesso sesso ci si può accontentare di dargli in moglie vostra sorella o vostra figlia. 

    Casi particolari della TVTB sono quelli in cui l’esordiente è l’editore stesso o un suo parente stretto non acquisito.

 

  • Strategia n°2 – La “Emanuele Filiberto”
    Per essere pubblicati con questa strategia non occorre saper leggere o scrivere, ma bisogna aver già raggiunto la notorietà in un campo che non sia quello letterario. Avrete di certo notato che molte persone famose scrivono4 e pubblicano libri come se niente fosse. Spesso questa gente si prende gioco di tutti gli esordienti plebei aggiungendo un beffardo “e scrittore” alla propria qualifica professionale. 

    Questa strategia è stata così denominata in onore di Emanuele Filiberto di Savoia (sedicente principe, ballerino, ragazzo-immagine in una pubblicità di olive, cantante e scrittore), che l’ha saputa sfruttare con maestria non solo per farsi pubblicare la sua ultima fatica narrativa, ma anche per far raggiungere nuovi abissi alla qualità del festival sanremese.

    Per vedere se un libro è stato pubblicato usando la Emanuele Filiberto ci si può servire di un piccolo test. Pensate al libro in questione. Fatto? Bene. Ora pensate al titolo del libro. Non ce la fate a ricordarlo o non l’avete mai saputo? Allora il risultato del test è positivo. Un piccolo esempio. Penso al libro di Herman Melville in cui un capitano pazzoide dà la caccia a un capodoglio albino. Come si intitola? Moby Dick. Il test è negativo. Poi penso al libro scritto da Antonio Cassano, centravanti noto per il suo italiano impeccabile. Come si intitola? Boh, è il libro di Cassano, punto. Test positivo. Non stupitevi: contenuti e titolo dei volumi pubblicati con la Emanuele Filiberto sono irrilevanti, tanto che il titolo ufficioso diventa “il libro di [inserire nome VIP]”.

    La buona riuscita della Emanuele Filiberto è spesso ostacolata dalla difficoltà di raggiungere una fama sufficiente. A meno che non abbiate tra i vostri avi re meschini e traditori, di solito è difficile acquisire per diritto di nascita abbastanza notorietà per attuare questa tattica; di conseguenza bisogna investire tempo ed energie per farsi conoscere dalla plebaglia. In altre parole, se fino ad oggi avete studiato tecniche di scrittura invece di provare a diventare calciatori o di fare i provini per un reality o un talent show, beh, avete buttato via il vostro tempo.

 

  • Strategia n°3 – Il “Quadrifoglio”
    La fortuna è l’unico metodo a prova di bomba per avere successo in qualsiasi settore, e la scrittura non fa eccezione. Risparmiatemi le occhiate scettiche e considerate quanto segue. Le case editrici ricevono (e a detta loro, leggono) centinaia, quando non migliaia di manoscritti ogni anno5. La selezione dev’essere durissima, soprattutto se si conta che su dieci romanzi pubblicati a malapena uno è di un autore emergente. Come fanno quindi ad essere pubblicati anche degli esordienti che scrivono opere che fanno sanguinare gli occhi per lo schifo6? Fortuna. Non può che trattarsi di fortuna, e infatti, quando intervistati, vari autori alla loro prima pubblicazione si sono lasciati sfuggire il segreto. 

    Per dovere di cronaca devo annotare che quest’ultima strategia rimane la più discussa. C’è chi sostiene che gli autori che dichiarano di aver adottato il Quadrifoglio siano in realtà sotto copertura, e non vogliano rivelare di aver usato la TVTB. Nomi illustri hanno ipotizzato che il motivo di questa segretezza consista nel tipo di relazione alla base della strategia n°1: se tra autore ed editor sussiste un rapporto affettivo di tipo extraconiugale è normale che i due vogliano tenerla nascosta al grande pubblico.

Ferro di cavallo

Qui alla baracca un po' ci speriamo sempre

 

Di recente è stata architettata una quarta tattica, che però ho deciso di non inserire nell’elenco, in quanto non infallibile. Si tratta del Caso Umano: vi basterà fingervi un’adolescente cieca e talentuosa per smuovere l’algido animo dell’editor e farvi staccare un bell’assegno. Non ci credete? Date un’occhiata al blog di Angra7, in questo post troverete tutto il resoconto della faccenda. Purtroppo l’ingegnoso ideatore di questa strategia è stato così nobile da svelare l’inganno invece di procurarsi una vera diciassettenne non vedente e continuare la messinscena. Peccato, sarei stato curioso di vedere come sarebbe andata a finire.

Merda d'artistaÈ doveroso ricordare che le tre strategie sono state pensate per gli scrittori esordienti. Chi ha già superato lo scoglio della pubblicazione in genere fa meno fatica ad ottenere un contratto per le opere successive, e non ha bisogno di ricorrere a questi metodi. Non è esagerato dire che alcune case editrici puntano così tanto su alcuni autori che pubblicherebbero qualsiasi loro lavoro, non importa quanto imbarazzante. Sì, imbarazzante, qualitativamente e – molto più spesso – quantitativamente.

Sogno di una notte di fine primavera

Mi tiro uno schiaffo sul collo e mi esamino la mano; dal palmo cade un corpicino nero tutto accartocciato. Col caldo stanno tornando anche le zanzare. Il sole è quasi tramontato, e se non fosse per la lanterna ad olio nella baracca non si vedrebbe nulla. Sbadiglio e appoggio il martello, per oggi ho finito. Il bancone da lavoro è ingombro di mozziconi di frasi in attesa di essere corretti, messi in ordine e inseriti nel quarto capitolo del mio romanzo.

Spengo la lanterna per non attirare gli insetti e raggiungo a tentoni la finestra. La apro, e il vento fresco che entra è una benedizione. Il cielo a ovest non è ancora molto scuro, ma le stelle più forti si vedono già.

Mi trascino fino al pagliericcio e mi sdraio con un sospiro spossato. Ma non ho tempo di pensare a quanto sono stanco; quando appoggio la testa sul sacco di iuta imbottito che mi fa da cuscino sto già dormendo. Dormo, e sogno.

Sogno di essere un autore affermato, ma talmente affermato che ormai posso scrivere quello che voglio, tanto me lo pubblicano. La mia bibliografia è sterminata, perché tanto i miei libri non superano quasi mai le centoventi pagine, e sono così corti che l’editore è spesso costretto ad aumentare la grandezza del font o l’interlinea per dare alla tipografia abbastanza carta da essere rilegata e non graffettata. La mia ultima trovata consiste in un libretto di qualche centinaio di parole, cinquanta pagine in un formato 5×5 centimetri. Due euro a copia. Stavolta credevo di aver tirato troppo la corda, e invece questi qua mi pubblicano lo stesso, perché sono un Intellettuale e faccio un favore a tutti quando condivido i miei pensieri profondi con la gente. E bravi, i boccaloni.

Al mattino mi sveglio ed esco; il bagno è in una cabina esterna alla baracca, vicino al bosco. Rido tra me e me per l’assurdità del sogno, situazioni del genere non esistono nella vita reale. Entro nella cabina e faccio per sedermi, ma ho visto qualcosa di strano nello specchio accanto al water. Guardo il riflesso, e il mio cuore salta un battito. Fronte troppo alta, rughe, baffo ingrigito. Non sono io. Non sono più io.

Erri De Luca

“Cento pagine? Per chi mi avete preso, per Tolstoj?”

Mi sveglio, per davvero stavolta, con un grido. Mi passo il dorso della mano sulla fronte, ho sudato freddo. Mi guardo attorno. È l’alba, la baracca è come l’ho lasciata la sera precedente. Mi tocco la faccia. È la mia, la riconosco.

Mi alzo e raggiungo il bancone, meglio cancellare il ricordo dell’incubo con un po’ di ore di sano self-editing. Ma ho imparato la lezione. D’ora in poi a cena si mangia leggero.

  1. Di questo ci parla Anonimo Informato su La Vera Editoria, in questo post. []
  2. Ma che sia un editor importante, non uno di quegli schiavi che correggono bozze per sedici ore al giorno. []
  3. Offrite voi, ma cercate di non sembrare disperati. []
  4. O meglio: fanno scrivere da un malcapitato il cui nome finirà ai confini della copertina, annotato in carattere corpo 7. []
  5. Ovviamente stiamo parlando di manoscritti di esordienti non famosi e che non sono né amici né parenti dell’editore. []
  6. Invito tutti a leggere la recensione del romanzo Unika. La Fiamma della Vita sul blog di Zweilawyer. È esilarante e dolorosa allo stesso tempo. []
  7. Colgo l’occasione per pubblicizzare Marstenheim, il romanzo di Angra scaricabile gratuitamente qui (formato Pdf e Mobipocket). []
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