Una raccolta di buonsenso

I manuali di scrittura vi annoiano? Vi addormentate appena si parla di teoria della narrativa?

È perfettamente normale, se nella vita volete fare, che so, l’economista, il croupier o il pilota di aerei di linea. Tuttavia, per quelli di voi che vogliono diventare grandi romanzieri ma che si sentono intimiditi all’idea di leggere un manuale («Ma… lo devo studiare? Come a scuola? Ed è in inglese?»), in questo post presentiamo un’interessante occasione per riflettere su quello che scriviamo.

Lo Scrittore di Buon Senso

La ClarinaIn occasione del terzo compleanno del suo blog, Chiara Prezzavento, (aka la Clarina) ha pubblicato un post celebrativo, nel quale è possibile scovare questo pdf.

A detta dell’autrice stessa, Lo Scrittore di Buon Senso1 non è un vero e proprio manuale:

È solo una piccola raccolta di rimuginamenti sulla tecnica della scrittura: una ventina di articoli raccolti dai tre primi anni di vita di Senza Errori di Stumpa, tirati a lucido e disposti secondo un ordine vagamente sensato.

In queste quarantasette pagine, la Clarina spazia da questioni più strettamente tecniche a problemi più legati al contenuto (conflitto, trama), fino ad arrivare ad argomenti “esterni alla pagina”, come il blocco dello scrittore e l’annosa piaga delle distrazioni.

Malgrado Lo Scrittore di Buon Senso non miri ad approfondire questi aspetti della produzione di narrativa, può essere una lettura divertente – l’ironia non guasta mai – e direi anche utile: il punto di forza di un testo così breve e scorrevole, che passa in veloce rassegna un ampio spettro di problematiche, è la capacità di portare l’attenzione del lettore su questioni che magari non sono al centro costante dei suoi pensieri, o su cui non ha mai riflettuto più di tanto.

Un esempio: ho letto con piacere il capitolo sullo show, don’t tell, ma tutto sommato non ci ho trovato grandi novità. Si tratta però di un argomento su cui ho rimuginato in varie occasioni, e di una tecnica che ho utilizzato parecchio (ma mai abbastanza!). La sfibrante revisione di pagine scritte in un’epoca in cui ignoravo la differenza mostrato/raccontato mi ha spinto, col tempo, ad essere sempre più consapevole di questa opposizione. Non solo: il web pullula di dibattiti in proposito, e tutti i manuali di narrativa parlano di show, don’t tell.

Viceversa, mi capita molto più di rado di sentire opinioni e consigli su come evitare le distrazioni gentilmente fornite da un qualsiasi computer con accesso a Internet, o su come superare un blocco dello scrittore che, anche se non mi ha ancora colpito, prima o poi potrebbe manifestarsi. Ho trovato molto utile anche la rassegna dei vari punti in cui cominciare la narrazione.

Morale: per quanto non si tratti di un vero manuale, Lo Scrittore di Buon Senso può innescare quella catena di riflessioni, autoesami, frenetiche documentazioni, eventuali disperazioni e conseguenti revisioni che spesso è alla base del processo di miglioramento degli autori. Questo nel migliore dei casi: nel peggiore vi sarete letti qualche considerazione sullo scrivere; male non vi farà.

Occhio all’oblio

Purtroppo il file si può reperire solo attraverso il link presente nel suddetto post, e il suddetto post, non essendo messo in evidenza in alcun modo, sta sprofondando negli archivi del blog senza lasciare traccia di sé. Forse la Clarina potrebbe mettere un link al pdf nel menu laterale; è un peccato che questo suo lavoro resti in un cassetto virtuale quando potrebbe farle un’eccellente pubblicità.

Personalmente, poi, avrei apprezzato anche una versione per e-reader. Lo so, sono incontentabile.

Una piacevole chiacchierata

Sono certo che, mentre leggerete la nota introduttiva, sarete colti da un’illuminazione e balzerete in piedi, esclamando: «Ecco perché Lo Scrittore di Buon Senso è consigliato da Sudare Inchiostro

Quando sarete riusciti a convincere gli astanti che avete già preso le vostre medicine, mostrerete loro questo brano:

[…] ho sviluppato negli anni una certa avversione ad alcune concezioni della scrittura che trovo molto italiane e un tantino adolescenziali. Come l’idea dello scrittore febbrile e spettinato che scrive d’impeto mentre la Musa gli tiene la mano sul capo, infiammato dall’ispirazione e sprezzante di metodo, teoria, rigore e strutture.

Vi suona familiare? Certo, la penso come la Clarina in merito a molti aspetti dello scrivere. Ma anche chi ha opinioni diverse in proposito troverà piacevole la lettura di questa raccolta, se non altro perché il tono è più quello di una discussione collega/collega che quello di una lezione maestro/discepolo. Con Lo Scrittore di Buon Senso, la Clarina ci offre spunti di riflessione e “testimonianze”, per così dire.

Se condividiate o meno questo punto di vista, lo deciderete dopo avere letto – ma una cosa posso dire: non c’è nulla di astratto. Ogni osservazione, ogni idea, ogni suggerimento è stato, per così dire, conquistato e messo alla prova sul campo.

Qui non si tratta di questioni di principio o di diatribe tra scuole di pensiero, ma di considerazioni fatte alla luce di anni di pratica. E rimane comunque spazio per il confronto, se qualcuno la pensa diversamente e vuole esprimere la propria opinione: alla fine del pdf c’è il link che rimanda al blog, con un invito ad intervenire rivolto a chi ne avesse voglia.

Chiudo con le parole della Clarina:

Se condividete – oppure se non condividete affatto, ma siete disposti a sentire anche questa campana – benvenuti e onwards!

  1. Notare le maiuscole per tutte le parole dotate di contenuto lessicale, in perfetto stile anglosassone. []
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Una risposta a Una raccolta di buonsenso

  1. laClarina scrive:

    Many thanks – per la segnalazione e per i consigli. Vedrai che almeno su uno ho già agito.

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