L’impero del libro

Malachia emerge da uno degli ingressi laterali del salone, le braccia tese a reggere un gatto obeso.

«Tonio Kröger, signore.» annuncia il gobbo. Il persiano bianco gli pende inerte dalle mani. Ronfa.

Il Segretario della Corporazione dei Romanzieri alza lo sguardo dalle carte che sta consultando.

«Portalo qui.»

Malachia saltella fino alla poltrona imbottita e cala il felino. Tonio Kröger si affloscia esanime in grembo al padrone, ricoprendone completamente le cosce.

«È arrivato?» chiede il Segretario.

«Sì, signore.»

«Fallo entrare.»

Malachia si affretta verso il fondo del salone e apre uno dei due alti battenti di ciliegio. Una sagoma imponente si staglia sulla soglia. Il Segretario fa un cenno con la mano.

«Benvenuto, Presidente. Si accomodi.»

L’uomo s’incammina attraverso il salone. Un filo di barba gli contorna la mascella squadrata, occhietti ravvicinati brillano sopra un naso da pugile. In una delle manone cariche di anelli regge una borsa di cuoio.

«Non sono più Presidente della Delegazione.» precisa, quando raggiunge l’estremità del lungo tavolo «Mi hanno rimosso dall’incarico.»

«Già, per quell’affare che avevamo discusso tempo fa…»

«Il Kindle Brioss

«Il Kindle Brioss.» il Segretario annuisce «Qual è il suo titolo, quindi?»

«Può chiamarmi semplicemente Delegato. Lavoro da solo, ora. È quasi meglio, senza tutto il codazzo.»

«La prego, si accomodi.»

Il Delegato prende posto.

«La ringrazio.» dice, posando la borsa accanto alla poltroncina «Possiamo com–»

Si interrompe, gli occhi fissi su Tonio Kröger. «Ma sta ringhiando?» chiede.

«Dorme.» spiega il Segretario «Russa.»

«Ma ha gli occhi aperti!»

«Socchiusi. Dorme così.»

Il volto del Delegato è una maschera di disgusto e fascinazione. «Mi deconcentra. Non è che può farlo portar via?»

Il Segretario si concede una risatina a mezza bocca. «Non sia ridicolo.» dice, e torna subito serio «Veniamo piuttosto al motivo per cui lei si trova qui.»

Il Delegato si schiarisce la gola e si raddrizza sulla poltroncina, che scricchiola al movimento della sua mole. «Ieri ha aperto il Kindle Store di Amazon, e –»

«E prima che lei continui vorrei esprimere il mio più profondo disappunto per come i suoi capi hanno gestito la situazione. Fosse stato per me avrei mandato qualcuno a far fuori Bezos.»

«Eh, ci abbiamo provato. Ma la sua security è molto efficace.»

Il Segretario gli lancia uno sguardo di disprezzo. «Ad ogni modo, non è stato fatto abbastanza per impedire l’ingresso di Amazon in Italia.»

«Francamente non vedo cos’abbia da lamentarsi.» dice il Delegato «Il danno sarà più consistente per noi editori che per i suoi rappresentati. Anzi, l’apertura del Kindle Store potrebbe addirittura essere vantaggiosa per gli scrittori.»

«Fesserie!» le dita del Segretario si serrano sul pelo di Tonio Kröger. Il gatto stronfia debolmente, e riprende subito a russare. «Lei sa leggere, signor Delegato? Suppongo di no, o saprebbe che Amazon offrirà un servizio di autopubblicazione. Altra autopubblicazione! Ha idea delle conseguenze per noi autori?»

L’omone si gratta il cranio rasato a zero con una mano ingioiellata. «Fino ad oggi non avete mai ostacolato il self-publishing…»

«Altra fesseria!» questa volta lo spasmo di rabbia è più violento, e Tonio Kröger si lascia sfuggire uno gnaulio strozzato. «Noi siamo per l’editoria a pagamento! La sa la differenza? La differenza è che nell’editoria a pagamento voi vi prendete soldi senza lavorare, e con l’autopubblicazione no! Con l’editoria a pagamento ogni scalzacane rimarrà scalzacane, contento di comprarsi le sue tremila copie a prezzo di copertina e di affogare in un pantano di autopromozione che porterà all’acquisto solo amici e parenti. L’editoria a pagamento è la vostra gallina dalle uova d’oro, e la nostra assicurazione sul controllo del bacino autoriale. L’autopubblicazione è un cane sciolto; se si diffonde troppo rischiamo che qualcuno riesca davvero a sfondare. Qualcuno fuori dal nostro controllo.»

Malachia sopraggiunge con un vassoio, ma un manrovescio del Segretario manda teiera e tazze a frantumarsi sul parquet.

«Di questo non deve preoccuparsi.» il Delegato sorride, snudando una chiostra di denti d’oro «Presto ci sarà spazio per tutti. Il proiettore è pronto?»

Il Segretario ha chiuso gli occhi, e ha cominciato a massaggiarsi le meningi. Ad un cenno della sua mano, Malachia smette di asciugare il pavimento e prende il compact disc che il Delegato ha tirato fuori dalla tasca della giacca. Poi zampetta via, verso una console in radica addossata alla parete. Mentre il gobbo armeggia con il quadro elettronico, il Delegato estrae il contenuto della sua borsa di cuoio.

«Prenda.» dice, porgendolo al Segretario. Il Segretario scruta sospettoso l’oggetto che gli viene offerto.

«È un…»

«Elmetto. Seconda guerra mondiale. Avanti, mi assecondi.»

Il Segretario prende l’elmetto e se lo cala sulla testa. Il sorriso del Delegato scintilla, il lampadario si spegne. Sulla parete opposta viene proiettato un rettangolo di luce; un breve sfarfallio, e appare una mappa. In sottofondo parte una marcetta.

«L’Africa?» chiede il Segretario. Il Delegato ignora la domanda e si alza per raggiungere la proiezione.

«La guerra contro Amazon è terminata con una nostra sconfitta.» declama «Ma non tutto è perduto. Visto che non abbiamo i mezzi per imporre all’invasore le nostre condizioni, abbiamo creduto più saggio cercare un terreno comune su cui trattare.»

La marcetta si fa sempre più baldanzosa.

«I dirigenti di Amazon Italia hanno incontrato i miei capi, e tutti hanno convenuto su un punto: lo stato attuale del mercato non permette profitti soddisfacenti. L’inglese non ha questo problema, perché il numero di lettori è molto elevato, e spalmato addirittura su vari continenti. Ma gli italiani non sono che sessanta milioni, e tra i paesi del primo mondo contiamo forse la più alta percentuale di analfabeti. Aggiungiamo una certa innata riluttanza verso la parola stampata, e vediamo che il bacino dei lettori è fin troppo esiguo. Che fare, dunque?»

Il Segretario annuisce, l’elmetto gli ballonzola in testa. «Che fare?» articola in silenzio.

«Una è la soluzione. La conquista.» il Delegato tira fuori un bastoncino dal taschino, e con uno scatto del polso lo fa allungare. È una bacchetta telescopica, che viene puntata sulla costa settentrionale dell’Africa. Da sotto il deserto traspaiono i motivi floreali della carta da parati.

«Questo momento di tensione internazionale è il contesto ideale per rivendicare ciò che è stato nostro in passato, e qualcosa in più. Con un’unica manovra possiamo occupare Libia, Tunisia e Algeria, espandendoci anche in quei territori che a suo tempo gli inglesi ci hanno sottratto. Subito dopo passeremo al Corno d’Africa, impossessandoci di Eritrea, Etiopia e Somalia. In questo modo riusciremo ad ingigantire il mercato.»

La marcetta è sempre più incalzante.

«La popolazione dell’Impero Italiano ammonterà a più di duecento milioni. La percentuale di analfabetismo si innalzerà vertiginosamente, ma non è un dato di cui preoccuparsi: nei primi dieci anni l’editoria scolastica farà fortuna, speculando sull’alfabetizzazione dei popoli assoggettati. E poi, quando tutti sapranno leggere l’italiano, potremo finalmente avere un mercato librario di grandi dimensioni. Basta con i titoli che vendono mille copie, basta con i ricavi da fame! Raggiungere il milione di copie vendute non sarà più un miraggio! Che ne dice, Segretario?»

Il Segretario annuisce, rapito.

«Ma per compiere quest’impresa epocale avremo bisogno di un esercito.» il tono del Delegato è grave «Amazon si rifiuta di usare quello italiano, perché a detta loro ha già perso troppe guerre. Quello americano è fuori discussione, rischieremmo l’ingerenza anglofona nel mercato. E allora…»

«E allora…» mormora il Segretario.

«E allora ricorreremo agli scrittori. Ed è qui che lei entra in gioco, signor Segretario. Sì, perché lei dovrà convincere tutti gli aspiranti romanzieri che la pubblicazione è lì, a portata di fucile. Li arruoleremo con la promessa di una pubblicazione, e avremo l’armata più motivata che mai si sia vista nella storia. I manifesti per il reclutamento sono già pronti: Fino a dove sei disposto a spingerti per realizzare i tuoi sogni?. E anche Pubblicazione? Veloce come un razzo!

Sulla parete vengono proiettate immagini colorate di soldati che sparano, impugnando penne grandi come mitragliatori.

«Allora, è con me?»

Il Segretario annuisce ancora, un sorriso incantato sul volto. Appare un’altra immagine: un aereo bombarda delle capanne di fango e paglia con un carico di libri. Poi anche quella sparisce, e al suo posto compaiono tre parole.

«E questo sarà lo slogan di tutta l’operazione.» annuncia il Delegato.

Il Segretario scatta in piedi, gli occhi lucidi. Tonio Kröger piomba a terra senza un lamento, mentre il suo padrone si mette sull’attenti.

«Leggere. E leggeremo.»

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4 risposte a L’impero del libro

  1. Francesca scrive:

    Piccola segnalazione, mi pare manchi una parola:

    “«Prenda.» dice, porgendolo al Segretario. Il Segretario sospettoso l’oggetto che gli viene offerto.”

  2. Lino scrive:

    Due altre piccole segnalazioni, anche se con qualche mese di ritardo:

    «Dorme.» spiega il Delegato «Russa.»
    «Fesserie!» le dita del Delegato si serrano sul pelo di Tonio Kröger

    Il personaggio dovrebbe essere il Segretario in entrambi i casi, credo.
    Lino.

    P.S. complimenti, hai un blog veramente interessante e divertente.

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