Epitaffio per un pesce rosso

Sandro Bondi, l’ultimo poeta di corte (in senso cronologico, ma anche qualitativo), ha gettato fango sull’intera categoria con i suoi versi, spingendo la celebrazione fino all’idolatria e facendo della piaggeria il fulcro tematico ricorrente.

Ma un poeta che scriva sotto l’egida di un mecenate non dev’essere per forza un lecchino. Anzi, la raffinatezza sta proprio nel compiacere il committente senza rinunciare a dire quel che si vuole.

Ora, come sapete a me non mi paga nessuno1, ma nell’attesa mi tengo allenato, scrivendo piccoli componimenti d’occasione. Oggi vi propongo una quartina scritta per la morte di un pesce rosso; un evento da niente, direte voi. Ma anche in poesia dobbiamo essere capaci di partire dal concreto per dire qualcosa di più grande, che, a conti fatti, ci faccia tendere in ascolto dell’Infinito.

 

Or che la coda più non ti propelle

degl’avi tuoi raggiungi le dimore:

de lo sciacquone possati il fragore

portar di tra le fogne a l’alte stelle.

 

Pesce rosso

  1. Sì, ho appena dislocato il pronome a sinistra. Problem, officer? []
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2 risposte a Epitaffio per un pesce rosso

  1. Nicholas scrive:

    Cmq molte spanne sopra di qualsiasi poesia di Bondi 😀

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