Do grammar androids dream of electric typos?

Il Segretario si massaggia le tempie.

«Mandalo dentro.»

Malachia claudica fino alla porta e la apre.

«Signor Girozzi, si può accomodare.»

Girozzi non se lo fa ripetere due volte, e si stravacca sulla poltroncina di fronte alla scrivania. Il Segretario scruta dubbioso la risma di fogli che lo scrittore tiene stretta al petto.

«E quello sarebbe…?»

«I primi tre capitoli del mio prossimo romanzo.»

«Ci sarà da sfoltire.»

Gli occhi di Girozzi si riducono a una fessura diffidente. Le dita del Segretario schizzano in alto, a massaggiare le tempie.

«Ad ogni modo, grazie per essere venuto con così poco anticipo e di averci portato un lavoro ancora grezzo.»

«Moderiamo le parole.»

«Scusi?»

«Grezzo sarà lei.» puntualizza Girozzi.

Il Segretario respira a fondo.

«Veniamo al dunque. Gli editori hanno deciso di ridurre ulteriormente i costi della correzione di bozze. Dalla settimana prossima partiranno i licenziamenti di massa.»

Girozzi fa spallucce.

«Vogliono che testiamo il loro nuovo proofreader.»

«E dov’è?»

Un indice del Segretario si stacca dalla tempia e punta la sagoma che si erge immobile in un angolo dell’ufficio, coperta da un lenzuolo candido.

«Malachia, scopri.»

Malachia si stacca dallo stipite e va ad afferrare un lembo della stoffa. Tira.

«Signor Girozzi, le presento Clippy 2.0. Arrivato da poco, appena assemblato. Da oggi lavorerà con lui.»

L’automa fissa il vuoto con occhi spenti. È vestito in giacca e cravatta, ma la pelle delle mani e del volto è grigia. Girozzi, aggrappato al bracciolo della poltroncina, lo scruta.

«Io quello l’ho già visto…»

«La testa è un calco di quella di De Mauro. Sa, per conferirgli autorità anche con gli scrittori più scettici. Malachia, procediamo.»

De MauroMalachia infila una manovella nella schiena dell’automa e si mette a girare.

«Ci vuole un po’.» spiega il Segretario «Ma mi hanno assicurato che ne vale la pena. Pensi, Girozzi, ha lo stesso software che usa la Microsoft!»

«Che cosa significa?»

«Non ne ho idea.»

Gli occhi dell’automa si accendono, e dalla bocca gli esce un jingle.

«Ci siamo.» dice il Segretario «Ora lei, Girozzi, non dovrà fare altro che leggere la sue bozza e Clippy 2.0 eseguirà il controllo grammaticale. Prenda pure un punto a caso.»

Girozzi sfila un foglio dalla risma.

«Vado?»

Il Segretario alza una mano per fermarlo, e fa un cenno a Malachia, che preme il nodo della cravatta dell’automa. Gli occhi del robot si animano di una luce bianca e lampeggiante.

«Pronto.» dice Clippy. Il Segretario fa segno a Girozzi di cominciare.

«Allora vado. Ehm… “Il crudele bracconiere avanza. Oh, se avanza! Egli è inarrestabile e in pochi passi mi raggiunge, mi sovrasta e punta la canna del fucile contro la cucciolata. Invano tento di fare scudo alle povere e piccole creaturine imbelli. Egli è crudele, emana crudeltà e cattiveria. Ora che posso osservarlo da vicino noto che i suoi occhi non riflettono alcuna luce.”»

Clippy 2.0 gracchia un segnale di avvertimento, e nei suoi occhi passa una saetta verdognola.

«Questa forma dialettale è scorretta e si consiglia di sostituirla con l’equivalente in italiano.» aggiunge poi, con voce metallica «Sostituire {vicino} con:[il vicino a]. Rileggere frase, prego.»

Girozzi guarda il Segretario.

«Esegua.» dice il Segretario. Girozzi si stringe nelle spalle.

«“Ora che posso osservarlo da il vicino a noto che i suoi occhi non riflettono alcuna luce.”»

«La preposizione “da” seguita da “il” dev’essere articolata. Sostituire {da il} con:[dal].» consiglia con sussiego Clippy 2.0 «Rileggere frase, prego.»

«“Ora che posso osservarlo dal vicino a noto che i suoi occhi non riflettono alcuna luce.”» recita Girozzi. Resta in attesa, ma l’automa tace.

«“All’improvviso la subitanea fatalità del tutto m’investe. Mi colpisce la consapevolezza che il mondo si divide tra chi può e chi non può.”»

Clippy 2.0 gracchia, con uno zigzag verde al posto delle pupille.

«Verificare che in questo caso si volesse scrivere “che” al posto di “chi”. Sostituire {chi} con:[che]. Rileggere frase, prego.»

«“Mi colpisce la consapevolezza che il mondo si divide tra che può e chi non può.”» legge Girozzi, e guarda il Segretario, che gli fa cenno di continuare. Clippy 2.0 rimane in paziente attesa.

«“Cos’avrebbero fatto i cuccioli senza la loro mamma?”» legge il romanziere. L’automa lo blocca ancora.

«La voce verbale “avrebbero” non concorda in numero con il suo soggetto. Sostituire {avrebbero} con:[avrebbe]. Rileggere frase, prego.»

«“Cos’avrebbe fatto i cuccioli senza la loro mamma?”» fa Girozzi. Clippy pare soddisfatto, e lo scrittore si rivolge al Segretario. «Ho qualche dubbio su quest’ultimo pezzo.»

«Cambi frase, allora.» sollecita il Segretario «Si comporti da professionista.»

Girozzi ci pensa un po’, poi declama: «“Come se la sarebbero cavata i cuccioli?”»

«Il participio passato “cavata” non concorda in genere/numero con il suo soggetto. Sostituire {cavata} con:[cavati]. Ripetere frase, prego.»

«Provi a cambiare ancora!» propone il Segretario.

«Eh, no!» sbotta Girozzi «Come può continuare chiedermi una cosa del genere in un momento così… non poetico? Io ho un grande talento, sa? Lo dicono tutte le mie quarte di copertina. Nel caso non se ne fosse accorto, chi scrive solo quando arriva l’ispirazione ha un grande talento.»

Clippy 2.0 interviene, con gli occhi nuovamente illuminati dal lampo verde.

«Per migliorare la leggibilità della frase si consiglia di aggiungere una virgola. Sostituire {arriva} con:[arriva,]. Ripetere frase, prego.»

«Malachia, ma che accidenti mi hanno mandato?» ringhia il Segretario «Adesso mi sentono. Nessuno può usare una cosa del genere.»

«L’aggettivo “Nessuno” davanti alla parola “pu~” deve essere troncato. Sostituire {Nessuno} con:[Nessun]. Ripetere frase, prego.»

«Basta! Malachia, spegni quell’affare. E poi contatta l’ufficio –»

Clippy gracchia deliziato, i suoi occhi sono una stroboscopia smeraldina.

«Sostituire {contatta} con:[mette in contatto], [prende in contatto], [avvicina]. Rileggere frase, prego!»

Il maggiordomo armeggia con il pannello comandi, ma l’androide non si spegne. In compenso, i suoi occhi si fanno di un bel rosso vivo.

«Malachia!» sbraita il Segretario «Prima di domani!»

«{Malachia} è una parola sconosciuta. Sostituire con:[Malacia], [Malachi].»

Il gobbo si asciuga la fronte imperlata di sudore.

«Forse il comando è vocale.» azzarda «Clippy, spegnimento!»

«{Clippy} è una parola sconosciuta. Sostituire con:[Cippi], [Lippi], [Flippi], [Clip], [Cippo].»

Do grammar androids dream of electric typos?

Dice il saggio:

Il controllo ortografico è (di solito) una bella cosa, perché ci segnala gli errori di battitura che capita sempre di fare. Il controllo della grammatica è (di rado) una bella cosa perché, quando cambiamo mille volte una frase e la lasciamo sanguinante e priva di accordo soggetto-verbo, lui ce lo fa notare.

La sostituzione automatica è una bruttissima cosa, ma di questo parleremo un’altra volta.

Il controllo della grammatica, ovvero quelle antipatiche sottolineature verdi che compaiono quando scriviamo un testo con Microsoft Word, nella maggior parte dei casi suggerisce correzioni che correzioni non sono, o pretende di farci sostituire una parola con un’altra solo perché ha gusti ben precisi. Nel paragrafo qui sopra ho messo in bocca a Clippy 2.0 tutti esempi veri; provare per credere.

Il controllo ortografico è decisamente più utile, ma s’illude chi crede che un testo privo di sottolineature rosse sia a posto. Qualcuno infatti non è mai stato sfiorato dal dubbio che una grafia sbagliata non venga corretta poiché rientra comunque nel dizionario.

Volete un esempio? La locuzione avverbiale “a fianco” viene spesso scritta “affianco”. Eppure il controllore ortografico tace, perché crede di trovarsi di fronte alla prima persona del presente indicativo del verbo affiancare. Io affianco. Al massimo azzarda una sottolineatura verde, ma diciamoci la verità, le sottolineature verdi nessuno le guarda più dagli anni ‘90. E allora l’ignaro seminatore di typo, legittimato dall’omertà robotica, perpetra ogni giorno stragi ortografiche, nel web e sulla carta. Qualcuno magari viene roso dal tarlo del dubbio, ma solo per un attimo, perché nulla gli segnala come scorretta la forma che ha appena scritto. Ed ecco allora che troviamo:

  • “apposto” per “a posto”
  • “si” per “sì”
  • “la” per “là”
  • “li” per “lì”
  • “gli” per “li” e viceversa
  • “avvolte” per “a volte”
  • “fa” e “fa’” interscambiabili (lo stesso vale per altri monosillabi, tipo “di”, “di’”, “dì”)
  • “al meno” per “almeno”
  • “in vano” per “invano”

Sono tutti casi che ho riscontrato in prima persona. Ce ne sarebbero tanti altri, ma non riesco a proseguire, l’ira mi sopraffà.

Sì, questo è un piccolo sfogo personale, ma come al solito ho pronta la moralona.

Non fidatevi dei robot grammaticali.

Clippy

"Serve aiuto?"

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Una risposta a Do grammar androids dream of electric typos?

  1. Francesca scrive:

    Come mi sento capita!
    Poche cose sono irritanti come il correttore di Word che mi corregge errori che NON ho commesso, perché molto semplicemente non riconosce il vocabolo che, sia mai a qualcuno dovesse venire il dubbio, è un vocabolo in italiano (italiano CORRETTO) e non in cirillico arcaico con influenze aramaiche!

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