Giornata della Poesia – Un dantesco regalo

Oggi è la Giornata della Poesia. Come celebrarla?

A darmi lo spunto è stato Gherush92, un Comitato per i Diritti Umani che, poco tempo fa, se n’è venuto fuori con una trovata di raro acume. Sostenendo che alcuni canti della Divina Commedia presentano contenuti islamofobi e antisemiti, Gherush92 ha ventilato l’espunzione della suddetta dai programmi scolastici.

Ho chiamato Dante, che mi ha detto di lasciar perdere. Del resto le critiche sono già state fatte, le offese si sono già sprecate. Allora, in occasione di questa Giornata della Poesia, ho deciso di celebrare il mio caro Alighieri con la creazione di un dimonio nuovo di zecca.

Peppòtte, questo è il nome del diavolone, ama moltissimo il suo lavoro, per cui basta che gli diciate il girone da battere e lui ci si fionda. Nelle terzine qui sotto ho descritto un po’ il suo modus operandi. Io, visto che oggi è la Giornata della Poesia, lo spedirei a suppliziare anime nel girone degli Enjambemiti e in quello degli Ametrici.

Di tanto in tanto, poi, capita anche che un Politicamente Corretto cada dal suo paradiso di astoricità e si mischi ai dannati. Ma non preoccupatevi, Peppotte non discrimina nessuno, e tratta tutti allo stesso modo.

Voi in che girone lo mandereste?

 

Laido Peppòt, Peppòtte malandrino

d’aquila ha l’ugne, d’orso il deretano

e aggrinza il grugno sordido e porcino

gittando tutte l’alme in gran piangianza.

E stringe tra le fauci di mastino

la lingua biforcuta, e ratto avanza

e l’orde di dannati punge e iscoia.

Avanti poi si fa in oscena danza

e ‘l membro equino ritto per la foia

su capi e terga turgido s’abbatte

e fa strillar ciascun come la troia

o come il porcellino suo da latte.

Brandisce il suo forcon Peppòtte, e ride

se l’alme di fuggir cercano quatte,

ché in su la roccia ‘l suo tridente stride

e passa e falcia queruli i dannati

e diafane le carni loro incide

e pria che più lontan si sian portati

gl’uncini suoi, ricurvi a mezzaluna,

li han già tratti vicini e radunati

sì ch’essi, in dolorosa e trista duna

si trovan di Peppòtte a la mercede.

Più che ‘l cammel dell’ago ne la cruna

nel loco su cui sempre ogn’uomo siede

del diavolo già livida la verga

penètra ed è costretta, e squarcia e fiede

e lacera le carni de le terga.

Giammai fu fatto umano testimonio

di alcun che sua virilitate immerga

furioso e gaio al par di quel dimonio

e trattala l’affondi in le budella

e cangi preda sanza cerimonio,

nemmanco tra le civitati in quella

che prava s’attirò il divin furore

e ch’era di Gomorra la gemella.

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4 risposte a Giornata della Poesia – Un dantesco regalo

  1. la Clarina scrive:

    😀
    Attento, Mattia, attento! Così rischi di essere messo al fatwindice da falangi di zeloti FPC (Furiously Politically Correct). Che poi ti lapidano con copie politicallycorrectizzate della Divina Commedia in un volume – a copertina rigida…

    • Mattia scrive:

      Subirò la giusta lapidazione! Ben più che il cartone della rilegatura mi ferirà l’edizione riveduta e corretta.
      E temo che anche il nostro povero Peppòtte non si salverà. Troppi riferimenti volgari, e in mezzo mi è parso anche di leggere un “mezzaluna”…

  2. marilena favero scrive:

    BRAVO!!!!!

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