Incontri ravvicinati (piacevoli e non)

Immaginate di poter portare nel mondo reale personaggi dei romanzi, e passare una serata con loro. Ma c’è un limite, ne potete evocare solo cinque. Chi scegliereste?

Prima di me hanno detto la loro, dandomi il la per questo post, Ferruccio Gianola e la solita Clarina. Il titolo dei due post è lo stesso, Cinque personaggi letterari per una notte folle, ma come la Clarina giustamente puntualizza, il concetto di “notte folle” è molto relativo.

Ho scelto personaggi che mi piacerebbe conoscere di persona in maniera approfondita, ma con i quali credo si possa anche solo passare una serata interessante. E poi ho scritto quelli con cui sarebbe un supplizio persino scambiare due chiacchiere.

Eccoli qui.

Compagni di bisboccia

  1. Danny (Pian della Tortilla, John Steinbeck). È il perfetto padrone di casa. È allegro, generoso, e quando si è suoi ospiti è impossibile restare giù di morale. Se poi arrivano anche i suoi amici, la serata è automaticamente riuscita. Qualcuno può anche dire che sono dei semplici e degli ubriaconi, ma non si può non vedere in loro un’indubbia forza epica.
  2. Gwynplaine (L’uomo che ride, Victor Hugo). Gwynplaine, grazie alla sua faccia e al suo buon cuore, è un eccellente wingman per chi deve andare a rimorchiare. Vi sentite scialbi o bruttarelli? Accanto a lui sembrerete degli adoni. Ha ricevuto un’ottima educazione, per cui, malgrado nelle vene gli scorra sangue blu, non è affatto spocchioso. Probabilmente gli chiederei di rappresentarmi Chaos vaincu assieme al resto della compagnia, magari in una delle tenute che, in quanto Lord, ha ereditato.
  3. La creatura (Frankenstein, Mary Shelley). Mi è sempre dispiaciuto molto per il povero mostro creato da Victor Frankenstein. È una personcina a modo, eppure tutti lo trattano come un abominio solo per quel paio di cicatrici che si ritrova in faccia (solo Gwynplaine si è comportato come se nulla fosse). Lo inviterei a bere qualcosa, e mi proporrei come suo tutore personale. Il ragazzo ha delle potenzialità.
  4. Fùcur (La storia infinita, Michael Ende). C’è bisogno di argomentare? Sì, voglio farmi un bel voletto a dorso di fortunadrago. Ma Fùcur non è solo una formidabile cavalcatura: è saggio, gentile e ha una voce melodiosa. E magari mi rimedia un passaggio per Fantàsia.
  5. Edward (Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, Roy Lewis). Non parliamo di vampiri smancerosi. Nemmeno questo Edward è davvero umano, ma anziché inumano (o superumano) è, come dire, pre-umano. Inventore dalla creatività vulcanica, è sempre un passo avanti rispetto ai tempi. Non so se sia già un sapiens, ma di sicuro ha molto da insegnare. Non escludo che, dopo aver dato un’occhiata alla tecnologia del terzo millennio, possa suggerirmi un’invenzione geniale che rivoluzionerà la vita di tutta la nostra specie.

Mi sono immaginato di incontrare questi cinque personaggi in serate diverse, e solo poi mi sono accorto che l’evento sarebbe dovuto essere unico. Poco male: a casa di Danny sono tutti i benvenuti, e i paisanos non sono tipi da discriminare qualcuno solo perché ha qualche cicatrice o non è umano. La creatura potrebbe stracciare tutti a braccio di ferro e lanciarsi in altre dimostrazioni di forza, deliziando le signore; Gwynplaine e Fùcur potrebbero duettare, rallegrando la compagnia, e Edward, acuto osservatore, mi renderebbe partecipe delle sue considerazioni sui bizzarri comportamenti degli ominidi d’oggi. A fine serata, poi, a Fùcur non dispiacerà riaccompagnarci a casa.

Insomma, che le serate siano cinque oppure che ce ne sia una sola, questi sono i compagni che ho scelto.

Per una serata da dimenticare

Ecco invece i personaggi con cui non vorrei avere a che fare.

  1. Peter Kien (Auto da fé, Elias Canetti). Fobico, maniacale, noiosissimo, tanto che non c’è quasi nulla da dire su di lui. Se ci incontrassimo, mi detesterebbe per il puro fatto che mi trovo nelle sue vicinanze (e per giunta senza saper nulla di sinologia).
  2. Paloma Josse (L’eleganza del riccio, Muriel Barbery). Dannati bambini sapientoni e maturi. Nel giro di poche battute sarebbe in grado di psicanalizzarmi e dirmi cosa non va nella mia vita. Probabilmente avrebbe ragione – i bambini certe cose le sanno “così” –, e dovrei picchiarla per sfogare il nervoso.
  3. Lucia Mondella (I promessi sposi, Alessandro Manzoni). È sempliciotta, popolana e, al contrario di Danny e dei suoi amici, povera di spirito e priva d’umorismo. Ha la fastidiosissima abitudine di tentare di risolvere i suoi problemi con la preghiera, metodo che, si sa, funziona solo quando si ha un narratore onnisciente alle spalle.
  4. Konstantin Dmitrič Levin (Anna Karenina, Lev Nikolàevič Tolstòj). Ah, Levin, Levin. Se vi propone di fargli visita nella sua casa di campagna, declinate l’invito. Vi obbligherà a lunghe ore di lavoro nei campi, e la sera si dilungherà nell’esporvi le riflessioni sulla natura umana che, mentre vi spezzavate la schiena a sarchiare, trebbiare o quello che è, sono sbocciate nella sua mente di aristocratico russo. E per carità, per carità: non chiedetegli di Kitty.
  5. Jacopo Ortis (Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo). L’impostore. È un mitomane, ma nega di conoscere il modello a cui chiaramente si rifà. Campione di affettazione, è capace di passare in poco tempo dal pianto all’ira, e dall’ira ad una sorta di trance estatica (principalmente di fronte a paesaggi collinari e case di poeti famosi). Ha smesso di minacciare di suicidarsi da quando, l’ultima volta, nessuno ha cercato di fermarlo.
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6 risposte a Incontri ravvicinati (piacevoli e non)

  1. Francesca scrive:

    Il personaggio su cui mi trovo più d’accordo è Lucia Mondella, senza dubbio: penso che la strozzerei nel giro di cinque minuti. Salvando la serata, peraltro.

    Io voglio Nonnina Weatherwax e Tata Ogg! E insieme, sennò non c’è gusto u.u

  2. Francesca scrive:

    E comunque, cinque sono decisamente troppo pochi u.u

    • Mattia scrive:

      Infatti! Tra l’altro mi hai fatto ricordare un altro personaggio che avrei dovuto inserire: Morte, sempre di Terry Pratchett. Certo, basta che non stia lavorando.

  3. si sono d’accordo con La Creatura e anche con la Mondella (accidenti che zabetta)

  4. la Clarina scrive:

    Paloma Josse! Invita e procedi – e se hai bisogno di un alibi per l’ora dello strangolamento, conta pure su di me. Che se poi insieme a Paloma arrivasse anche la portinaia Renée… ripeto: sai dove trovare un alibi.

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