God(s) bless America

Di recente mi sono fatto del male.

Tutto è cominciato nel 2010, o almeno credo. È in quell’anno, infatti, che uscì nei cinema Scontro tra titani, e che si cominciò a vedere in giro il rispettivo trailer. Il tono del film si intuiva perfettamente: superomismo, predestinazione, americanaggine a piene mani. Nei mesi successivi mi rimase impressa l’immagine di uno Zeus che dava l’ordine di liberare un kraken. Un kraken, capite? Zeus. Kraken. Zeus. Kraken.

Per molti mesi ho resistito alla tentazione, ma alla fine ho dovuto cedere.

Per quelli che come me indulgono occasionalmente nella visione di film spazzatura, questo trailer è la promessa di una leccornia irresistibile. Per i non-trashofili invece sarà difficile capire la ragione di tanta fascinazione. Non è un sentimento che si possa trasmettere a parole, per cui provate a infliggervi una seconda visione: notate l’accozzaglia di mostri, notate gli attori famosi che si coprono di ridicolo, notate le battute, scritte e parlate, grondanti retorica e genericità.

Notate il kraken. Il kraken è tutto.

Il mascellone squadrato identifica il kraken come statunitense.

Responsabile dell’attrazione verso il trash è il sentimento del kitsch-sublime, riassumibile con l’espressione “it’s so bad it’s good”.

Ma un’opera può andare oltre il so bad it’s good e approdare al livello successivo: so bad it’s worse. Neanche a dirlo, Scontro tra titani appartiene a questa categoria.

Son ragazzi

La menzione del kraken prelude già ad una macedonia mitologica, per cui si arriva preparati alla visione del film vero e proprio. O meglio, si crede di arrivare preparati.

La mia ipotesi è che gli autori siano ragazzini delle scuole medie. Ciò spiegherebbe la pacchianeria diffusa, e in particolare l’accurato character design del kraken.

Autore 1: «Quanto alto lo facciamo?»

Autore 2: «Io dico cento metri.»

A1: «Facciamo cinquecento.»

A2 [annuisce ammirato]: «Mi piace come ragioni.»

A1: «Che forma deve avere?»

A2: «Tipo un gigante, no? Se è alto cinquecento metri! Braccia enormi, mani enormi, cose così. Anche denti enormi. Che ci mangia un aereo, tipo.»

A1: «Ma non è un mostro marino?»

A2: «Chissene.»

A1: «I produttori avevano detto che importava.»

A2: «Allora c’ha i tentacoli. Un casino, che distruggono tutto, e l’aereo ci deve passare in mezzo.»

A1: «Ma non c’erano mica gli aerei.»

A2: «Qualcosa ci inventiamo.»

[suona la campanella, escono dall’aula]

Dopo aver scomodato il folklore nordico, gli autori sentivano che mancava ancora qualcosa: e allora perché non far comparire, con un deus ex machina dei più imprevedibili, nientemeno che dei jinn? Tàcchete, ad penem canis.

Ma si sa, gli americani fanno ancora fatica a distinguere l’Europa dalla Francia, figuriamoci se si dilungano in sottigliezze legate alla provenienza dei mostri.

Scanzonati come non mai, e ad un passo dall’infilare una mitragliatrice da qualche parte, gli autori non hanno neanche provato a vedere su Wikipedia se le quattro acche di mitologia greca che si ricordavano avevano un qualche fondamento o se invece stavano solo appiccicando nomi greci su stereotipi presi dalla loro cultura generale, che essendo di stampo statunitense è composta per lo più dalla Bibbia e da citazioni di Washington che cita la Bibbia.

Innanzitutto, le arpie sono cugini di Gollum con ali da pipistrello. Diavoli senza forcone, insomma.

Pegaso compare ad un certo punto del film, ma scappa, e Perseo lo cavalca solo più avanti. La leggenda però vuole che Pegaso sia nato dal sangue di Medusa uccisa da Perseo, e mai si fa menzione di Perseo in groppa al cavallo alato. Pegaso è montato da Bellerofonte nella battaglia contro la Chimera, ma, ancora una volta, chissene.

Ah, si parlava di Medusa? Ecco com’è andata.

A1 [succhiando l’estremità di una matita]: «Medusa, Medusa…»

A2: «Serpenti in testa.»

A1 [disegna uno schizzo su un foglio]: «Serpenti in testa, fichissimo! Di’ la verità, questa te la sei pensata a casa.»

A2 [si stringe nelle spalle]: «Mi è venuta così. Ma manca ancora qualcosa…»

A1: «Ci mettiamo anche una coda di serpente1. Tàcchete.»

A2: «E una mitragliatrice al posto del braccio.»

A1: «Per l’ennesima volta, niente armi da fuoco, o i produttori non sganciano.»

A2: «Cheppalle… dovrà pur sparare, no? Mica è un film d’amore!»

A1: «Un arco. Usa un arco.»

A2: «Ok, ma tipo un arco mitragliatore.»

A1: «Quello ce l’hanno già rifiutato.»

A2: «Allora basta così, ma il combattimento lo facciamo dentro un vulcano.»

A1: «Facciamo un tempio-vulcano in rovina. Le colonne spaccano.»

A2: «Andata.»

Non ho la tempra necessaria per rivedere il film e ricontrollare, ma mi pare che a un certo punto uno dei personaggi dica che Medusa è un titano.

"Lo sapevo, che almeno l'istruzione non dovevamo privatizzarla così tanto!"

Ah, poi c’è Io, che in un briefing fasullissimo in vista dello scontro contro Medusa ne approfitta per farsi smanacciare da Perseo. Ancora una volta, inventato di sana pianta. Perché non mettere una sciacquetta qualsiasi anziché scomodare un personaggio mitologico serio? Unica nota positiva, l’attrice che interpreta Io mi ha ricordato Fantaghirò2, amore della mia infanzia.

Veniamo agli dei. Zeus è interpretato da uno scintillante Liam Neeson coperto di stagnola (cit. Zweilawyer), mentre Ralph Fiennes, nei panni di Ade, è un farfallone (in senso letterale, non figurato) fumogeno e vagamente luciferino, un Voldemort con naso, barba e capelli. Il resto del pantheon, fatta eccezione per un paio di battute, è inesistente, e lascia il campo ai due dei sopracitati, che incarnano la buona, vecchia dicotomia male/bene, diavolo e acqua santa.

Nel film si fa più volte riferimento alla creazione dell’uomo da parte di Zeus. Roso dal tarlo del dubbio, ho consultato il buon Graves, che, se mi passate il lame pun, si stava rivoltando nella tomba: ci sono diversi miti greci riguardanti la creazione degli uomini, ma in nessuno di loro il creatore è Zeus, né Zeus è un fan sfegatato del genere umano.

Ade, ça va sans dire, è malvagerrimo, nemico dell’umanità, un sadico che trae linfa vitale dalla paura e dalla sofferenza delle personcine perbene.

I due non ricordano molto i veri Ade e Zeus, quanto piuttosto un Lucifero inquinante e uno Jahvè paillettato.

Ma la chicca, la vera chicca, è che nel film non ci sono titani.

Proprio così, siore e siori, non c’è l’ombra di un titano, venghino a vedere. Si parla di titani solo nella sequenza introduttiva, dopodiché tutti sembrano dimenticarsi del titolo, intenti come sono a violentare la mitologia greca e non3.

A1: «Oh, e ‘sti titani?»

A2: «Eh?»

A1: «Eh, i titani. Alla fine non li abbiamo messi.»

A2: «Cambiamo il titolo.»

A1: «Non si può, quelli della computergrafica hanno già montato tutto per l’intro. La scena c’è e non si cambia, hanno detto i produttori.»

A2: «Le scene con Medusa le hanno già girate?»

A1: «No.»

A2: «Pensi anche tu quello che penso io?»

A1: «Medusa è un titano, no? Tàcchete.»

A2: «Basta farlo dire a qualcuno, in un momento di stanca. Vedi se c’è una scena in cui non si menano.»

A1: «Prima o dopo gli scorpioni giganti?»

A2: «Decidi tu. Piuttosto, prima ha chiamato il compositore, strillava come un ossesso. Ha detto che gli abbiamo rovinato tutto.»

A1: «Quante storie per un remix. La roba che aveva scritto lui faceva dormire, ci ho dato una svegliata. Mica è un film per barbogi!»

God(s) bless America

Avete presente quando parlavo della cultura generale degli americani? Leggetevi le battute del trailer:

No! Io li ho creati e loro ripagano il mio amore sfidandomi! Non ci sarà alcuna tregua!

 

Questa è la fine. – Questo è solo l’inizio!

 

Questa non è la tua battaglia.

 

Qualcuno deve pur fermarli.

 

Se devo farlo, lo farò da uomo. – Ma tu non sei soltanto un uomo.

 

Liberate il kraken!

E anche le scritte, sempre del trailer:

Il figlio di un dio con il cuore di un uomo. La sua scelta deciderà il nostro destino.

 

Dannati gli dei.

Ed ecco che gli autori di Scontro tra titani giungono lì dove neanche il peggior Mel Gibson si era ancora spinto: un film d’azione basato sui testi sacri! Togliete kraken e maledizione agli dei dalle battute del trailer, e rileggete il resto. Vi ricorda qualcosa?

Svelato l’arcano: in realtà Scontro tra titani è il prequel di The passion.

Trovata quindi la risposta all’annosa domanda dei catechisti di tutto il mondo: come rendere meno barbosa la lettura del vangelo?

Risposta: il kraken.

Il vizietto

Ogni volta mi riprometto che non lo farò più, e ogni volta ci ricasco. Il richiamo del trash è troppo forte.

Ma questa volta sono rimasto davvero annichilito, travolto da mille domande senza risposta: com’è possibile che un produttore abbia davvero voluto sborsare danari per finanziare una ciofeca del genere? Davvero non c’era niente di meglio da sovvenzionare?

E poi, perché fare un minestrone mitologico simile? Che senso ha basarsi su una leggenda per poi ignorarla del tutto? Da un film chiaramente incentrato sulle botte non mi aspettavo un’accuratezza filologica, ma qui viene davvero meno il senso di tutta l’ambientazione.

Un po’ come nella pubblicità della Pepsi con We will rock you come sfondo. Si vedono anche due dei Queen, ma tutto ciò che si ricava dalla visione è un senso di schifo e svilimento (complici Britney “Auto-tune” Spears e socie). E perché, perché pagare migliaia di dollari a Enrique Iglesias per fargli fare l’imperatore?

E ancora, la Rai non ci ha già inflitto troppe fiction su santi e madonne? Perché mi devo ritrovare evangelismo d’assalto e retorica cristiana in un film sulla mitologia greca?

Mi aspettavo un’ora e mezza di pestaggi, mostri e frasi ad effetto ridicole; una specie di spin-off della serie tv anni ‘90 Hercules, insomma. Ho avuto tutto questo, ma non solo. Me la sono cercata, che mi serva da lezione.

Comincio a covare seri dubbi sui miei stessi gusti: sto forse tramutandomi in uno snob che non guarda un film a meno che non sia d’essai? Forse è solo l’età che avanza, è la vecchioneria.

Certo che, ai miei tempi, i film brutti erano più belli.

  1. Per la cronaca, la coda di serpente è prerogativa di Echidna, sorellina di Medusa. []
  2. Caschetto bruno a parte. []
  3. Mi accorgo ora che anche Wikipedia riporta più o meno gli stessi orrori che ho trovato io. La differenza è che io non sono imparziale. []
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3 risposte a God(s) bless America

  1. Halen scrive:

    Quando vidi questo trailer la prima volta in tv, mi PARVE di sentire qualcosa tipo “Perseo”, ma decisi che fosse solo frutto della mia immaginazione. Perseo? Ma dove? Non c’era neanche mezza divinità/colonna/tempio/minima cosa greca, che c’entrava Perseo? Sicuramente mi ero sbagliata, si trattava di un nuovo film simil-romano ambientato nel Grand Canyon, senza dubbio.
    Poi ho visto questo trailer e metà del sangue nelle mie vene ha cominciato ad urlare selvaggiamente.
    Se non me lo dicevi tu che quella cosa sbrilluccicante era Zeus ti avrei chiesto qui chi diavolo era. Da quando Zeus ha l’armatura? Da quando ha il KRAKEN? (molto greco, certo. Da piccola mio padre non ha fatto altro che parlarmi del famosissimo kraken greco) E poi, perchè quel kraken ha chele, tentacoli, mascellone e denti alla cazzo? Perchè hanno preso personaggi a caso della mitologia greca e ci hanno fatto un fritto misto? Non potevano fare un’altra delle loro americanate con il classico eroe armato di mitra che ammazza gli alieni? Perchè Ralph Finnes si è prestato a questo scempio? Gli servivano soldi? Glieli davo io 10 euro, se proprio doveva comprare il pane.

    Sono anche lieta del fatto che anche tu ti sei rotto alla grande delle frasi fatte dei trailer. In particolare quella su “non è la fine, è l’inizio” è di una tale tristezza che ormai, quando la sento, già so che il film è da NON vedere.
    Invece due mi hanno fatto rotolare.
    La prima è la bellissima “Io li ho creati e loro ripagano il mio amore sfidandomi!”. Ottima per Dio pre-diluvio universale, ma pessima per Zeus. Che non ha creato un benemerito niente e gli interessavano gli umani solo per quanto riguardava farsi donne varie sotto varie forme (Ehi, Perseo, mamma ti ha mai parlato di una strana pioggia d’oro?).
    E l’altra è “Se devo farlo, lo farò da uomo. – Ma tu non sei soltanto un uomo”. Ma che fai, lo prendi per il culo? Lui è tutto convinto e tu lo smonti così? Ma poi, tra l’altro, cos’è che dovrebbe fare da uomo, sconfiggere gli dei? (inserire risate registrate, prego)
    Ora che ci penso… ma questo film HA una trama? Di che dovrebbe parlare? Di Perseo che sfida Zeus? Di Zeus che vuole sommergere il mondo con il diluv… oh, scusa, sbagliato religione. Io ho visto solo un sacco di gente che si agitava, saltava, diceva frasi scontate, la tipica gnocca (che non manca mai) e ogni tanto venivo accecata dall’armatura di Zeus, ma a parte quello, non ci ho capito niente.
    Oh, mi ero quasi scordata. Medusa è un titano. Ceeeerto. Da questo film in poi, immagino. Mi sa che i greci non sono ancora stati informati (scusa, piango sangue un attimo e torno).
    Ed io che mi lamentavo di Thor e dello scempio della mitologia scandinava.
    E no, non ti preoccupare, non stai diventando snob: sono loro che stanno peggiorando. Io ‘Hercules’ me lo vedevo da piccola ed un solo episodio era molto meglio di questo trailer.
    Ultima cosa: pieno così di cristianità nella mitologia greca. Non so decidere se è più cristiano Crono che mangia i propri figli, Zeus che si trasforma in qualsiasi cosa e si fa chiunque o le orge di baccanti.

  2. Francesca scrive:

    Le orge, senza dubbio u.u
    Comunque. Zeus ama gli uomini. Aha. E il papa è la star dei gay pride.

  3. Silvia scrive:

    La cosa drammatica è che poi la gente con queste cose qui si fa una cultura…

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