Le bancarelle e il peso degli e-book

Capita che le rivoluzioni lascino fuori qualcuno, soprattutto se sono piccole e discrete come la diffusione degli e-book. Ci sono posti, poi, dove certe rivoluzioni non possono arrivare per motivi intrinseci alla loro natura: oggi parleremo di uno di questi posti.

La lettura digitale offre molti vantaggi, ma non per questo ho abbandonato il cartaceo; anche perché, se lo avessi fatto, avrei dovuto rinunciare al piacere di rovistare nelle pile di volumi delle bancarelle di libri usati. Le bancarelle sono luoghi di perdizione, dove il naturale feticismo bibliofilo viene rinfocolato dalla malia seduttrice delle offerte speciali.

Durante le vacanze natalizie ho fatto vari acquisti, tra cui spiccavano alcuni testi su mitologie varie, il Morgante di Luigi Pulci e una mastodontica edizione della Divina Commedia in tre tomi, con le illustrazioni del Doré.

La bancarella in cui sono incappato la settimana scorsa, invece, aveva libri di tutt’altro tenore. La sezione che mi ha subito attirato era quella contrassegnata dal cartello “4 libri 1€”.

Non giudicatemi, sono un precario.

Non solo: tra i libri in superofferta c’erano anche romanzi rosa, ma rosa rosa, e ho colto l’occasione per avvicinare un genere popolarissimo (anche in formato digitale, pare) e a me perlopiù sconosciuto.

Uno dei due romanzi che alla fine ho deciso essere i più rappresentativi di quel campione aveva, oltre ad un segnalibro che sembrava fatto di capelli umani, una quarta di copertina che cominciava così:

Se c’è un libro scritto per interessare e coinvolgere una donna, è proprio questo.

E perciò l’ho dovuto avere. Un altro è stato selezionato in virtù della sua copertina:

Quando "passione" fa rima con "Mondadori"

Entrambi promettono bene, come materiale da analizzare.

Dopo due libri di quel calibro, dovevo bilanciare con un po’ di snobberia, e allora ho tirato su L’alveare, di Camilo José Cela, autore che non conoscevo ma che, avendo vinto il Nobel per la letteratura nel 1989, mi avrebbe restituito un po’ di lustro agli occhi degli astanti.

Rimaneva un solo titolo da scegliere, e ne avevo abbastanza di rosa e di nobel. A questo punto vale la pena spendere una parola sul venditore. Non so se lo facesse per invogliarmi o per dissuadermi, ma aveva un ammonimento pronto per ogni libro che prendevo in mano. «È bello esplicito, eh!» «Molto crudo, molto crudo.» «Ah, quello…» [con sopracciglia alzate in uno sguardo allarmato].

Ho preso in mano una copia di Congo, di Michael Crichton, pur sapendo che a casa, tra i vari e-book ancora da leggere, c’era anche quello.

A quel punto si è tenuto il seguente scambio di battute.

Venditore [sguardo allarmato]: – Quello lì è un po’ forte.

Io: – Lo stavo solo guardando, ce l’ho già in versione digitale.

Venditore: – Ah beh, stasera i digitali non li ho neanche tirati fuori.

 

 

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5 risposte a Le bancarelle e il peso degli e-book

  1. Chiara scrive:

    Pure io sono rimasta inizialmente sorpresa dall’enorme (ma è dire poco!) popolarità del genere “romance” in rete, nonché dall’attivismo della comunità di appassionati. Qualche titolo l’ho letto (più che altro del sottogenere M/M, maschio/maschio), nutrivo dei pregiudizi nei confronti di questa letteratura, ma tutto sommato sono gradevoli, ne leggerò altri.

    • Mattia scrive:

      Sì, mi ricordo le recensioni che avevi pubblicato sul tuo blog!
      Ho letto frammenti a caso dei due romanzi rosa di cui ho scritto in questo post, e non ne ho ricavato una buona impressione, però non posso ancora dare un giudizio ben fondato.
      Una curiosità: posto che non tutti i generi piacciono a tutti, i romanzi M/M che hai recensito sembrano rivolti ad un target specifico? Ad esempio, i due titoli che riporto qui sopra sembrano puntare decisamente ad un pubblico femminile (e la mia curiosità sta nell’analizzare il modo in cui lo fanno).

      • Chiara scrive:

        Mi sembra di capire che anche il target del sottogenere M/M sia decisamente femminile, come un po’ per tutto “l’universo romance”; non solo, può sembrare strano a prima vista ma gran parte di questi romanzi è scritta da donne.

  2. Paola scrive:

    Confesso che ho un debole per la ruspante onestà degli Harmony! La copertina è pacchiana, la trama scontata, lo stile inesistente, ma lo compri sapendo cosa aspettarti e quello trovi (all’onesto prezzo di 4 libri 1 €) 🙂
    Quale 13enne non si è formata l’immaginario romantico così?
    (e questo spiega tante cose…)
    E comunque, meglio un trashissimo “Il bardo e la rosa” della medesima minestra riscaldata e spacciata per eversione sadomaso di “50 sfumature di…”
    Che – incredibilmente – riesce a essere scritto pure peggio….

    • Mattia scrive:

      Verissimo, almeno gli harmony mantengono ciò che promettono!
      Sulla formazione dell’immaginario romantico ci sarebbe molto da discutere. In base alla mia scarsa esperienza, mi pare che questo tipo di letteratura remi decisamente contro la rimozione degli stereotipi di genere, e che sia piuttosto deleterio ai fini della maturazione affettiva di tredicenni e non. Forse mi sbaglio, ma prima o poi approfondirò!

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