Post postvacanziero

Capita che uno, nella settimana di vacanza che riesce a infilare nella seconda metà di agosto, abbia solamente voglia di lasciare il cervello a casa e tuffarsi in un’acqua dalle tinte caraibiche.

Ma poi accadono due cose:

  • l’acqua ha sì tinte caraibiche, ma anche temperature subpolari, che scoraggiano persino il bagnante teutonico medio;
  • si è protagonisti, grazie ad arguti enfants savants, di aneddoti ermetici degni della migliore tradizione aforistica orientale.

E poi quando il suddetto uno è a casa ormai da un po’ di giorni si rende conto che è da un sacco di tempo che non scrive un post, e si trova a dover raffazzonare qualcosa ai margini dell’off topic.

Ma poi si rende conto che la vacanza da poco terminata è stata più di una vacanza, è stata un viaggio dell’anima.

Bum.

Rimbalzello

Sono in riva al mare, a guardare l’acqua gelata che ha spento in me ogni velleità natatoria. La spiaggia è una spiaggia di sassi, o meglio di ciottoli, la cui forma tendenzialmente discoidale ben si attaglia ad un’attività perlopiù associata a specchi e corsi d’acqua dolce, vale a dire il rimbalzello.

La situazione è già pregna di profondi significati: un individuo in riva al mare, che fa rimbalzare ciottoli sull’acqua appena prima del tramonto. Che carica simbolica! Che miniera di metafore!

Per facilitarvi il lavoro, ho stilato una lista di Grandi Verità che potrebbero essere rappresentate dalla suddetta scena. È lunghissima, perciò ne riporto solo alcuni punti a titolo esemplificativo:

  • non è importante dove il sasso arrivi, ma l’atto del lanciarlo;
  • ciò che si fa con poca tecnica ha breve vita;
  • la pratica porta alla perfezione;
  • perseverare è importante;
  • perseverare è futile;
  • ogni nostra azione crea mille increspature sull’immensa superficie che è la realtà; il numero di increspature dipende da quanto pesa la nostra azione e dall’abilità che abbiamo avuto nel compierla;
  • ecco come si finisce a voler fare gli scrittori;
  • c’è un motivo se la seconda metà di agosto è considerata bassa stagione; la prossima volta prenota per luglio.
Rimbalzello

La pratica porta alla perfezione

Sto pacificamente facendo volteggiare sull’acqua i miei ciottoli, quando odo una vocina nasale dalla pesante inflessione brianzola.

«Sono bravissimo a questo gioco.»

È un bambino, avrà sui nove o dieci anni, e il tono della sua voce rivela che “bravissimo” equivale a “meglio di te”. L’antipatia è immediata.

Il piccolo lombardo prende dei ciottoli a sua volta e si mette a tirarli. Per suggellare definitivamente il sentimento di fastidio che ispira, fa in modo che le traiettorie dei suoi lanci incrocino quelle dei miei. E fin qui tutto bene, non fosse che subito si levano grida risentite.

In acqua sguazzano due giovani bagnanti, e il ciottolo del mio nuovo amico è appena passato a una spanna dalla testa di una di loro. Queste, cercando il colpevole, si sono girate e hanno visto il sottoscritto con un sasso in mano e una faccia che è praticamente una confessione firmata.

Lascio cadere quella che poteva sembrare l’arma del delitto, e mi faccio elegantemente da parte per lasciar vedere alle due ragazze il vero attentatore. Potrei, questo non lo ricordo di preciso, averlo indicato esplicitamente con le mani.

Mi giro verso il bambino, che lascia partire un altro lancio, sempre in direzione delle due. Seguono sacrosanti strilli.

«Ma cosa fai?» dico al bambino «Tira da un’altra parte!»

Nel frattempo la madre del malvagio decenne, avendo assistito all’intera scena, gli rivolge un fioco «Dai, Ale, fa’ il bravo.» prima di riscivolare in un confortevole stato di torpore genitoriale.

“Ale” lancia un altro ciottolo, mentre io tento di fargli concepire l’idea che lapidare gli sconosciuti non sia carino. Nel frattempo lui ride (ah, la risata dei bambini!) con genuino divertimento.

«Smettila! Le hai mancate per pochissimo!» gli dico. Solo allora si interrompe per un attimo e mi guarda negli occhi. Mi parla con una sicurezza da adulto.

«Non preoccuparti, adesso le colpisco.»

Quando uno si prende indietro con i compiti per le vacanze

Il piccolo Ale credeva che volessi dissuaderlo dal lancio di sassi per impedirgli a mancare il bersaglio, e non vedeva un altro motivo per cui avrebbe dovuto fermarsi. Non c’è che dire, un bambino così ha un futuro promettente nel mondo del Male.

E quante Grandi Verità possiamo aggiungere alla lista precedente!

  • non dobbiamo aver paura del fallimento, poiché la causa del fallimento è spesso la paura stessa;
  • il saggio lancia il ciottolo alle bagnanti: lo stolto guarda le bagnanti, ma ciò che conta è il ciottolo;
  • il giudizio altrui non deve scalfire la nostra risolutezza;
  • giusto e sbagliato sono nozioni relative;
  • al primo accenno di parlata brianzola uscite dall’acqua;
  • se non assesti qualche scappellotto ben mirato a tuo figlio quando è piccolo, crescerai un futuro criminale di guerra.

E con queste ne ho citate solo alcune.

Spiaggia di ciottoli

"Beh? Dove sono i bersagli?"

Siamo giunti al termine di questo pigro post postvacanziero. Sì, era pieno di elenchi puntati. E sì, potrebbe sembrare l’equivalente digitale di un temino delle elementari intitolato “Un episodio delle mie vacanze”.

Ma con un piccolo sforzo si può sparare una moralona che lo riporti in topic. Ad esempio, potremmo discutere di come, di tanto in tanto, ci si imbatta in persone che sembrano più che altro personaggi. Il piccolo Ale rappresenta bene questa categoria. Un altro personaggio, su cui non ho avuto modo di approfondire, l’ho visto ieri in un centro commerciale. Era un’anziana signora in sedia a rotelle, che si spingeva avanti con i piedi e si guardava intorno con fare circospetto, accennando appena un sorriso malizioso.

La realtà ci offre ottimi spunti per situazioni e personaggi, basta saperli individuare.

Mamma, ho finito il post, posso andare a giocare?

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4 risposte a Post postvacanziero

  1. Criticone scrive:

    eh già è pieno di personaggi! chissà se è frutto dell’omologazione delle persone o è solo il fatto che non riusciamo a conoscerle a fondo, o a capirle? (risposta alla moralona del finale)

    • Mattia scrive:

      Vero, la conoscenza superficiale delle persone (e forse delle cose in generale) ci porta a “riempire i vuoti informativi” che abbiamo, magari con dei concetti e dei pattern di caratteristiche precostituiti, o comunque familiari. E viceversa è proprio per questo, forse, che ci bastano pochi tratti per delineare un personaggio.

  2. Nicholas scrive:

    Le pietre che rimbalzano mi fanno sempre venire in mente l’operazione Chastise, ci ho scritto un articolo se ti interessa (http://leganerd.com/2013/06/18/loperazione-chastise/) così puoi aggiungere altre verità intimiste (o cassarlo come spam).

    Ma in vacanza hai letto qualche grande classico? Ci aspetta una recensione?

    • Mattia scrive:

      Bellissimo articolo, mi ha tenuto col fiato sospeso!
      Quest’estate non mi sono gustato grandi classici, né grandi classici del trash, ma probabilmente nel prossimo post prenderò spunto anche da un paio di romanzi che ho letto di recente. Non si tratterà di recensioni complete, però.

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