La lunga attesa del cassonetto giallo

Poche vacanze quest’estate, e molto lavoro. Nella baracca è tutto un batter di martelli, una sinfonia di trapani, un incessante scartavetrare.

Non c’è ancora nulla di pronto, naturalmente, altrimenti questo post sarebbe un po’ più lungo.

Qualche autore coraggioso posta regolarmente i progressi raggiunti, le pagine e le battute partorite nel corso della settimana o della giornata. Io non mi arrischio a dare anticipazioni sulle cose a cui sto lavorando; prima di tutto perché l’ansia mi stroncherebbe nel giro di un paio di giorni, e poi perché la luce è ancora lontana in fondo al tunnel, e per esperienza so che, anche a romanzo finito, il cassonetto della differenziata è sempre in attesa, pronto a reclamare ciò che è destinato a finire nelle sue riciclanti profondità.

Tutto questo preambolo per dirvi che, se i post rimarranno scarni, è perché almeno per un po’ preferisco dedicare tutto il tempo disponibile alla scrittura. Perché altrimenti qui si parla e si parla, ma poi ci tocca riadattare il famoso detto in qualcosa come:

Chi sa scrivere, scrive; chi non sa scrivere tiene un blog di narrativa.

"Ti aspetto al varco, cosa credi?"

 

Questa voce è stata pubblicata in Scrittori esordienti, Scrittura. Contrassegna il permalink.

2 risposte a La lunga attesa del cassonetto giallo

  1. cooksappe scrive:

    solo carta e cartone!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Provami che sei reale (e che hai la licenza elementare)! *