Il miglior travestimento

«Io esco.» annuncia Gigi, prendendo il cappotto dall’appendiabiti.

La Musa si blocca a metà di un sollevamento. Il bicipite contratto scintilla più del manubrio da ventotto chili fermo a mezz’aria.

«Non ho sentito bene.»

Gigi si schiarisce la gola e mette su una faccia risoluta. «E-esco, ho detto.»

La Musa posa a terra il manubrio e si alza dal divano.

«Ho g-già dato conferma ai ragazzi.» pigola Gigi, il cappotto infilato a metà.

La Musa afferra la manica ancora vuota e dà uno strattone. Gigi ruota su sé stesso e si ferma barcollante nella posizione iniziale, trovandosi puntato addosso un indice grosso come un salame.

«Io non ho dato nessuna conferma.» ringhia la Musa «Dove vorresti andare?»

«Dai, per favore, gli altri ci vanno tutti!»

«Gli altri hanno un lavoro vero. Allora, dove?»

«Da Beppe, per la festa di Hal–»

«Parole?»

«Duemila e sessantaquattro. Ho appena finito il capi–»

«Costume?»

«Eh?»

«È una festa di Halloween. Da cosa ti vesti?»

Gigi si stringe nelle spalle. «Da niente. Non ho avuto il tempo di prepa–»

«Allora non vale la pena andare. Oggi puoi arrivare a tremila parole, ti porto la cena in studio.»

«No, aspetta, aspetta un momento!»

Gigi corre in camera sua, e torna un attimo dopo.

La Musa fa una smorfia. «E quello sarebbe un travestimento?»

«È un Mantello Lovecraftiano™.»

«Sembri uno scemo.»

«Non hai mai visto la pubblicità? Dai, quella che fa: Mantello Lovecraftiano, il terrore a portata di mano! No?»

«Rimettiti a scrivere.»

«Aspetta, aspetta. Non deve fare paura quando lo vedi, deve fare paura quando qualcuno ti racconta di averlo visto. Prova, dai.»

Le labbra della Musa sono strette in un taglio severo.

«Forza!» insiste Gigi «Prova a descriverlo.»

La Musa si pianta i pugni sui fianchi. «E va bene. Il mantello è…» s’interrompe, e spalanca gli occhi. Gigi ricambia lo sguardo e annuisce con aria complice.

«Visto? Va’ avanti.»

«…è una visione indicibile, allucinata e delirante, un’aberrante scaturigine del più empio e perverso abisso di follia, un aborto osceno che tutto ammorba con la sua fetida corruzione. È puro male.»

La Musa tace, stupefatta per le parole che ha appena pronunciato.

«Te l’avevo detto che funzionava.» dice Gigi, soddisfatto. Descrive un ampio arco con il braccio, avvolgendosi in quel mantello sordido, sacrilego e ripugnante. «Allora, posso andare?»

La Musa riprende il suo contegno severo. «E sentiamo, a che ora vorresti tornare?»

«Verso mezzanot–»

«Dieci e un quarto.»

Gigi infila la porta con uno strillo di giubilo.

Questa voce è stata pubblicata in Racconti, Scrittura, Umorismo e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Il miglior travestimento

  1. Nicholas scrive:

    Il mantello che ti fa esprimere come Lovecraft!
    Lo voglio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Provami che sei reale (e che hai la licenza elementare)! *