Letture estive 2015 – Old Man’s War

Immaginate un mondo in cui gli anziani possano decidere di tornare giovani, a patto che lascino per sempre il pianeta Terra, tagliando ogni legame con i propri cari, e che passino almeno due anni (in realtà dieci, scherzetto!) a combattere una sanguinosa guerra di conquista contro varie razze aliene.

Ora mettete giù il telefono, la nonna la chiamerete un’altra volta.

Questo scenario gerontopunk è la premessa immaginata da John Scalzi per il suo Old Man’s War, un romanzo che mi ha insegnato qualcosa di molto importante: prima di procurarsi un titolo rimasto per molti mesi in coda di lettura è bene rinfrescarsi la memoria su alcuni dettagli del suddetto titolo. Sì, perché arrivare alla fine di un romanzo e scoprire che è solo il primo di una serie di sei libri (6!) è un’esperienza molto deludente (nonché molto evitabile, nell’epoca di Internet).

Ad ogni modo, Old Man’s War è un romanzo onesto, che si lascia leggere senza problemi e presenta varie trovate interessanti per quanto riguarda il world building. Nonostante questo, però, non l’ho trovato particolarmente memorabile; la trama, che pure non cade mai in momenti morti, mi ha intrattenuto, ma non coinvolto più di tanto.

E poi ho avuto quella sensazione, l’atroce dubbio di aver già letto quel libro.

Il classico dubbio che può venire a uno che non sa che il romanzo che sta leggendo è solo il primo di una serie di sei libri (6!), direte voi. Vero.

Proseguendo nella lettura, mi sono convinto che si trattava di una semplice catena di déja vu, e che mi stavo confondendo con un altro libro, un misconosciuto titoletto di fantascienza del 1959.

Poi sono arrivato alla fine, e l’atroce dubbio si è rivelato motivato. Nella sezione dedicata ai ringraziamenti, lo stesso Scalzi evidenzia il debito di Old Man’s War nei confronti di Starship Troopers.

Ora, io non dico che sia un plagio, una scopiazzatura o un rifacimento, tanto più che il legame con il romanzo di Heinlein è dichiarato; però la somiglianza tra i due libri è molto evidente.

La differenza più macroscopica è che nel romanzo di Scalzi mancano tutte le riflessioni sociopolitiche per cui Fanteria dello spazio è conosciuto e apprezzato. Giusto per sparare una cattiveria, potremmo dire che Old Man’s War è uno Starship Troopers spolverato e privato della parte per cui più valeva la pena leggerlo. Ma sarebbe un giudizio troppo duro.

John Scalzi ci regala la soluzione definitiva all’annoso problema delle pensioni (convertire i reparti di geriatria in incrociatori spaziali), e nel farlo ci offre una lettura scorrevole e ben confezionata, un divertissement ottimo per i pomeriggi sotto l’ombrellone.

Sì, non fate quelle facce, lo so che agosto è finito.

Il logo dell’Interstellar Navy Patrol Squadron.

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6 risposte a Letture estive 2015 – Old Man’s War

  1. Nicholas scrive:

    Forever war l’hai letto? Btw se è un Heilein senza pipponi infodumpati e poco credibili direi che è un ottimo libro 🙂

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