Pomodori verdi fritti – ricetta per fare un figurone

Post breve breve, questo mese, e solo per dare un consiglio di lettura.

Ma che dico di lettura, un consiglio di vita, per ottenere finalmente il riconoscimento sociale che meritate e che da sempre vi è negato.

La letteratura può essere un mezzo di promozione sociale, e per voi questo cursus honorum inizia con il libro di cui parliamo oggi, un libro non conosciutissimo da cui è stato tratto un film conosciutissimo e largamente apprezzato.

Il libro in questione è Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, da cui è stato tratto il ben più celebre film Pomodori verdi fritti alla fermata del treno.

Di recente ho letto il primo dei due e rivisto il secondo, di cui conservavo un ricordo confuso. Un confronto così ravvicinato non lascia dubbi su quale sia il migliore dei due, benché la pellicola non sia male.

Il romanzo riesce però a farci calare molto meglio nell’Alabama della prima metà del Novecento, e ci riesce anche senza l’indiscutibile potere dell’immagine che il cinema può vantare. La ragione di questo successo, forse, è proprio la minore immediatezza della scrittura, che permette uno svolgimento dai ritmi meno serrati rispetto a quelli cinematografici. Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop presenta più personaggi rispetto al film, e ne tratteggia il profilo con più cura perché può prendersi il tempo di narrarne la storia.

Non per questo si tratta di un romanzo lento, e ve lo dice uno che alle parole “saga familiare” sente il brivido freddo d’ordinanza corrergli lungo la schiena. Fannie Flagg ha utilizzato una struttura narrativa molto azzeccata, rinunciando alla successione cronologica per presentare le storie di Whistle Stop in un ordine che catturasse il lettore.

A questo si aggiunge anche una maggiore timidezza del film nel presentare alcune tematiche forti del libro, prima tra tutte la storia d’amore tra le due protagoniste, che sullo schermo è stata tramutata in profonda amicizia.

Crogioliamoci allora nella nostra saccenza, e quando si parlerà del film Pomodori verdi fritti alla fermata del treno potremo gettarci sopra la spalla un lembo della nostra sciarpa e dire che il libro è meglio. Potremo anche sorridere della leggerezza con cui il regista ha sorvolato su alcune delle tematiche più socialmente incisive, in ossequio a quella macchina sfornablockbuster che è Hollywood.

Ci ameranno tutti.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Provami che sei reale (e che hai la licenza elementare)! *