Su di me

Quando nasce, Mattia Nicchio non sa neanche tenere una penna in mano. Con tanto lavoro e perseveranza impara a maneggiare pennarelli colorati senza farsi male, abilità che gli spalanca le porte della scuola materna. In questo periodo (detto “periodo verde”, per i frequenti raffreddori) il genio si manifesta: Mattia è spiccatamente più intelligente di tutti gli altri bambini, tanto che impara a leggere e scrivere ben prima delle scuole elementari. Ma dopo una quasi fatale caduta dallo scivolo, lo sviluppo cerebrale subisce un brusco arresto, e una volta alle elementari Mattia ha ormai perso tutto il vantaggio che aveva sui coetanei. Abbandonata la prospettiva del Nobel, Mattia attraversa un lungo periodo di depressione, in cui la dipendenza da caramelle gommose ha quasi la meglio su di lui. È l’amore per la lettura a salvarlo: il piccolo Mattia riesce a dimenticare le sue sventure esplorando i mondi fantastici che trova sulla pagina stampata, e se la cava con appena una carie a un dente da latte.
A dieci anni non ha più dubbi. Scriverà.

 

 

Cose che rendono orgogliosa la nonna

 

  • Ho due pezzi di carta che dicono che sono un dottore, ma non uno di quelli che curano la gente.
  • Ho vinto il premio Campiello Giovani nel 2008.
  • Ho vinto il premio Ottottave nel 2013.